Roma, sequestrati 500 chili di cocaina: 19 arresti

Diciannove arresti e oltre 500 chili di cocaina sequestrati. E' il bilancio dell'operazione "La Romana- Fireman"

Roma, sequestrati 500 chili di cocaina: 19 arresti


Cocaina purissima dalla Bolivia a Milano Malpensa “passando” per Roma. Collettore della droga da smerciare in tutt’Italia una potentissima ‘ndrina calabrese, la famiglia Alvaro. Fra i vertici dell’organizzazione criminale il capo dei capi degli “Irriducibili”, la tifoseria ultrà della Lazio, Marco Turchetta, 54 anni, amico fraterno dell’ultrà biancoceleste Fabrizio Piscitelli, per la curva nord” Diabolik. Già arrestato per narcotraffico nel 1998, Black Beach e nel 2003, quando ha visto gli agenti della Dia li ha accolti con la solita battuta: “Non avete mandato Richy Memphis?” riferendosi alla fiction televisiva “Distretto di Polizia” ambientata nel suo quartiere, il Tuscolano, Roma. Nomi eccellenti fra gli arrestati, soprattutto personaggi gravitanti, negli anni di piombo, nel sottobosco criminale della destra eversiva romana.

Come Michele Andolfo, classe 1958. Michele “il Gufo” nato a Messina, passato per Ostia Lido, grazie al lavoro come addetto ai bagagli a Malpensa si era rifugiato nel capoluogo lombardo abbandonando i “camerati” lidensi vicini ai Nar di Valerio “Giusva” Fioravanti per abbracciare nuovi ideali, quelli legati ai grandi cartelli produttori di coca. Con lui l’amico Maurizio Bianco, 57 anni. Nella vecchia “batteria” di trafficanti legati a Turchetta altri personaggi “eccellenti”, si fa per dire: come Benedetto Ceraulo e Orazio Cicala, gli esecutori materiali dell’omicidio di Maurizio Gucci, lo stilista ucciso nel ’95 a Milano su mandato dell’ex moglie Patrizia Reggiani. Cinquecento i chili di polvere bianca sequestrati, 19 trafficanti arrestati.

Ancora latitante, invece, uno sbirro infedele, Santos Medina Familia detto “er Banana” perché nascondeva la droga nei carichi di frutta. Alto ufficiale della Policia Nacional in servizio all’aeroporto “La Romana”, nella Repubblica Domenicana, Medina, con il compito di controllo sull’immigrazione e, soprattutto, quello di stivare la droga nei container. A coordinare il Gico, Gruppo Investigativo Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza, la squadra mobile di Roma, gli agenti del commissariato Fidene - Serpentara e i baschi verdi di Milano Malpensa il procuratore della Direzione Antimafia della capitale, il pm Michele Prestipino. Secondo gli inquirenti sarebbe un broker, Mauro De Bernardis, il cervello del gruppo criminale che importava da Santo Domingo quantità industriali di coca.

De Bernardis è il collegamento in grado di trattenere i difficili rapporti tra gruppi di finanziatori delle partite di droga e produttori domenicani. In manette, tra gli altri, quattro dipendenti dell’aeroporto di Milano Malpensa fra i quali Andolfo il “Gufo”. Cocaina a fiumi quella nascosta nei container che partivano da Santo Domingo. La coca diretta a Cagliari e allo scalo milanese veniva nascosta nelle stive degli aerei o negli “ake” del catering passeggeri. Arrivata in Italia, grazie agli aeroportuali infedeli di Malpensa, veniva ritirata da componenti dell’organizzazione. Questi ultimi la nascondevano in doppifondi ricavati in auto prese a noleggio e con queste la portavano a destinazione.

I sequestri che hanno fatto partire le indagini: il 31 maggio e il 16 agosto del 2015, a Malpensa, di 32 chili e mezzo e 18 chili e mezzo di cocaina provenienti da “La Romana”. Indagini difficili quelle portate avanti per oltre due anni dagli uomini migliori delle Fiamme Gialle e della “mobile” capitolina, spesso incentrate su intercettazioni impossibili, telefoniche e, soprattutto, ambientali. Grazie a queste viene alla luce la cosca Alvaro di Sinopoli, Reggio Calabria, principale committente della droga. In una prima fase, autunno 2013, la polizia individua Turchetta, De Bernardinis e Sandro Zumpano, oggi passato a miglior vita, come i “cavalli” di un grosso carico, 35 chili di coca, 20 di marijuana, dieci di hashish. Da questo primo sequestro i poliziotti arrivano a intercettare nel porto di Cagliari ben 252 chili di cocaina nascosta in un container imbarcato su una motonave partita dal porto domenicano di Caucedo. Tempo un mese e la polizia caraibica trova altri 53 chili di coca su un aereo in partenza da “La Romana” e diretto a Milano-Malpensa.

Collaboratori del broker sono Bianco e Claudio Chigarelli, dell’Infernetto. La banda effettua varie operazioni via aerea e via mare, tra i Caraibi e il Belpaese, due di queste grazie a una potente rete di narcotrafficanti centroamericani in grado di garantire la fornitura costante di droga. Passa un anno ed è la Finanza a bloccare un altro carico di roba: 76 chili di polvere della miglior qualità, ben nascosti (ma nemmeno troppo) su un volo proveniente sempre da “La Romana” e arrivato a Malpensa.

È il Gico diretto dalla Dia di Reggio Calabria a mettere in collegamento il carico alla ‘ndrina di Vincenzo Alvaro, 45 anni, Francesco Forgione, 39 anni, Angelo Romeo 44 anni di Sinopoli e Davide Maria Boncompagni, 49 anni di Roma, in contatto diretto con il broker romano. Romeo viene arrestato a Milano nel maggio 2016 perché appartenente a una cellula ‘ndranghetista operante a Gioia Tauro e latitante da un anno. A “tradirlo” un falsario pasticcione: fermato per un controllo alla stazione centrale, Romeo mostra documenti falsi. Mossa che non solo gli vale l’arresto ma anche la scoperta del suo covo milanese. In manette, infine, due cittadini domenicani residenti a Rovigo, Rony Berroa Telleria e Rosa Angelica Zarzuela Rivas, 48 e 47 anni, in collegamento con il “Banana”. Grazie al broker romano la droga passava indenne dal porto di Cagliari. Fondamentale la complicità dei fratelli Francesco e Davide Carta, 42 anni, di Giovanni Piero Falconi 46 anni e di Paolo Montisci, 41 anni. Tutti, tranne Davide Carta, arrestati. Il broker garantiva, inoltre, l’immunità per i carichi di droga in arrivo via aerea a Milano, grazie alla connivenza garantita da un gruppo di dipendenti aeroportuali infedeli: Michele Andolfo, Ivano Cabrini, Roberto Nicolini e Pierluigi Maino, rispettivamente 59, 52, 62 e 44 anni.

Per dare un’idea dell’operazione solo oggi sono stati impegnati 200 agenti della Guardia di Finanza e della polizia di Stato a Roma,

Civitavecchia, Fiumicino, Anzio, Badia Polesine, Rovigo, Olbia, Sassari, Desulo, Fonni, Orgosolo, Nuoro, Reggio Calabria, Siracusa, Massa e Cozzile, Potenza, Varallo Pombia, Novara, Angera e Gallarate, Varese, Castano Primo e Milano.

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