Trovato il cellulare di Saman: era a casa del fidanzato

La giovane avrebbe lasciato il telefonino nell’abitazione del ragazzo per paura che i genitori lo prendessero

Trovato il cellulare di Saman: era a casa del fidanzato

Saman Abbas, la ragazza 18enne di origini Pakistane scomparsa i primi giorni dello scorso maggio, aveva lasciato il suo cellulare nella casa del fidanzato, per timore che i suoi genitori lo requisissero. Il telefonino si trova nelle mani degli inquirenti, che lo hanno sequestrato lo scorso 7 giugno nel Frusinate, nell’abitazione del fidanzato connazionale di Saman, Ayub Saqib.

Il suo telefonino a casa del fidanzato

Venerdì il 24enne è stato ascoltato in tribunale a Reggio Emilia e ha raccontato, nel corso di un incidente probatorio durato circa tre ore e richiesto dalla procura, che il 20 aprile era stata proprio la 18enne a lasciargli il cellulare in custodia. Sembra infatti che la 18enne temesse potesse venire requisito dai suoi parenti, così come era successo con i documenti, passaporto compreso.

Saman è scomparsa quasi tre mesi fa dalla sua casa a Novellara, nella bassa Reggiana, e dopo settimane di ricerche continue, gli investigatori sono arrivati a presumere, grazie anche a intercettazioni telefoniche e video, che la ragazza possa essere stata ammazzata dai suoi familiari perché si era rifiutata di acconsentire a un matrimonio combinato dai suoi genitori per sposare un parente in Pakistan. Il cugino 33enne, Danish Hasnai, sarebbe stato identificato come l’esecutore materiale dell’ipotetico delitto.

Saman aveva due cellulari?

Lo scorso 10 aprile Saman si era allontanata volontariamente dalla comunità protetta sita nel bolognese dove era stata portata dai servizi sociali e dai carabinieri in seguito alla sua denuncia nei confronti dei genitori. Una volta lasciata la comunità avrebbe quindi raggiunto il fidanzato per lasciargli il telefonino e fare ritorno a casa, nel tentativo di riuscire a tornare in possesso dei suoi documenti che il padre aveva requisito. Probabilmente la ragazza aveva anche un altro telefonino che utilizzava a Novellara, con cui aveva inviato messaggi al fidanzato, tra i quali anche quello del 30 aprile, in cui esprimeva le sue paure. La 18enne avrebbe infatti udito la madre parlare della sua uccisione definendola l'unica cosa da fare, la “soluzione” per punire la figlia disobbediente. Saman aveva quindi immediatamente inviato un messaggio vocale al suo fidanzato per informarlo di quanto appena sentito e giurandogli che stavano proprio parlando di lei, nonostante la madre avesse negato, affermando che si trattava invece di un discorso riguardante una vecchia faccenda avvenuta in patria. Poi di lei non si è saputo più nulla. I suoi genitori sono stati inseriti nella banca dati dell'Interpol ed equivale alla richiesta di arresto provvisorio.

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