Scatta l'allarme jihadista in vista del Natale: terroristi pronti a colpire in Europa

Francia, Germania e Gran Bretagna maggiormente nel mirino delle cellule jihadiste, allerta molto alta anche in Italia

Scatta l'allarme jihadista in vista del Natale: terroristi pronti a colpire in Europa

Le vacanze di Natale saranno contrassegnato quest'anno dall'emergenza coronavirus e dalle limitazioni anti contagio. Le festività però saranno immuni dall'emergenza terrorismo? Difficile da sapere. Gli estremisti islamici sono ben consapevoli del fatto che colpire in questo periodo dell'anno garantisce maggiore esposizione mediatica.

Lo ricordano molto bene a Berlino, dove nel dicembre 2016 il tunisino Anis Amri si è lanciato con un furgone contro la folla presente in uno dei tradizionali mercatini di Natale della capitale tedesca. I servizi segreti del vecchio continente sono quindi in allerta. Anche perché da ottobre in poi il terrorismo di matrice islamista è tornato pesantemente a colpire.

Prima l'attacco di Nizza del 30 ottobre, poi quello di Vienna del 3 novembre, in mezzo altri episodi di assalto all'arma bianca contro inermi cittadini soprattutto in Francia. Ed è proprio dal Paese transalpino che arrivano i principali allarmi, con il governo pronto ad alzare maggiormente l'asticella dell'allerta.

Il pericolo di attacchi in Europa

Nei giorni scorsi, in una conferenza tenuta a Londra, l'esperto anti terrorismo Aimen Dean ha rilanciato l'allarme: “La preoccupazione – si legge nelle sue dichiarazioni riportate da IlSussidiario – è che, secondo le persone che lo conoscono, Shishani sta progettando di vendicare le vignette su Maometto nei principali Stati europei in tutto il periodo di Natale”.

Shishani è il successore di Abu Bakr Al Baghdadi alla guida dell'Isis. Secondo Dean, starebbe riorganizzando le cellule terroristiche soprattutto quelle operanti in Siria e Libia in vista di possibili attacchi nel periodo natalizio: “Temo di non portare delle buone notizie, ma dobbiamo essere preoccupati per una possibile ondata di terrore che sta arrivando dal nord dalla Siria e dalla Libia – ha proseguito l'esperto – L’assenza di lockdown ha reso il Natale come il periodo più interessante per compiere attentati, credo che questo sarà il prossimo obiettivo”.

Tre i Paesi europei nel mirino dei terroristi: oltre alla Francia, anche la Gran Bretagna e la Gremania. A Londra il governo ha innalzato l'attenzione da moderata a “grave”, corrispondente al quarto livello in una scala che va da 1 a 5. A Berlino, come riportato da Andrea Morigi su Libero, i servizi segreti parlano di potenziale 627 attacchi contro la Germania sventati o potenzialmente in fase esecutiva. I rapporti parlano di cellule jihadiste presenti nel nord Europa molto attive.

L'allerta in Italia

Per quanto riguarda l'Italia, anche da noi le forze di sicurezza sono in allerta. Tuttavia, l'allerta concerne movimenti “indiretti” dei terroristi presenti nel nostro territorio. In poche parole, l'Italia non è bersaglio diretto delle cellule, ma una base logistica usata dagli affiliati alle organizzazioni jihadiste per sostenere i gruppi in medio oriente e nel resto d'Europa. A dimostrarlo è l'episodio dei due tunisini denunciati il 2 dicembre a Ferrara per aver spedito 12mila euro a un combattente dell'Isis residente in Belgio.

Altro episodio è quello relativo all'appoggio logistico ricevuto nel nostro Paese da Aouissaoui Brahim, il tunisino autore dell'attentato di Nizza sbarcato a Lampedusa nello scorso settembre. Ci sono poi alcune organizzazioni operanti in Italia, come la Islamic Relief Worldwide, che secondo alcuni esponenti politici sarebbe situata nella “zona grigia” del terrorismo. Mara Bizzotto, europarlamentare della Lega, ha chiesto ad Italia e Ue di sospendere ogni rapporto con l'Ong in questione in quanto legata ai Fratelli Musulmani e ad Hamas.

Ad ogni modo, il pericolo di attacchi diretti verso l'Italia non è da considerarsi inesistente. Al contrario, diverse indagini hanno mostrato la presenza di personaggi, spesso veri e propri “cani sciolti” senza un'organizzazione alle spalle, capaci di auto addestrarsi per portare a termine azioni violente.

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