"Bombe russe sugli ospedali". In Siria tensioni Mosca-Ankara

Ancora orrore in Siria: colpiti un ospedale e una clinica. Mosca respinge le accuse. Ma Ankara getta benzina sul fuoco

"Bombe russe sugli ospedali". In Siria tensioni Mosca-Ankara

Sale alle stelle la tensione in Siria. Le accuse di Medici senza frontiere alla Russia esasperano un conflitto già di per sé al limite. Secondo l'Osservatorio siriano sui diritti umani, i raid russi avrebbero "deliberatamente" colpito un ospedale e una scuola in Siria. Accuse che Mosca ha immediatemente respinto senza se e senza ma. Nel mirino dell'Osservatorio sono finiti anche i raid governativi. I caccia di Bashar al Assad sono, infatti, stati accusati di aver colpito una clinica nel Nord della Siria. A gettare benzina sul fuoco in un clima tesissimo è stata la Turchia che è tornata a sfidare apertamente Vladimir Putin.

Secondo Massimiliano Rebaudengo, capo missione di Medici Senza Frontiere, l'attacco sarebbe "deliberato contro la struttura sanitaria e lo condanniamo con la maggior forza possibile". Secca la smentita del vice-ministro degli Esteri russo Ghennady Gatilov. "Non vi sono prove che dimostrino" ha dichiarato n un'intervista pubblicata dallo Spiegel. Ha inoltre aggiunto che il "cosiddetto Osservatoriosiriano dei diritti umani: di fatto persone basate a Londra, che raccolgono notizie non confermate".

Ma la Turchia non perde tempo, e attacca i "nemici" russi. Il ministro turco Ahmet Davutoglu conferma che sia stato un missile balistico russo a colpire un ospedale e una scuola nella città siriana di Azaz. Secondo Davutoglu sarebbe un piano architettato dalla Russia insieme alle milizie curde Ypg per chiudere il confine umanitario a nord di Aleppo. L'obiettivo di Mosca sarebbe quello di abbandonare la comunità internazionale con solo due opzioni: o il presidente Bashar Assad o lo Stato islamico.

Secondo il premier turco Ahmet Davutoglu, "La Russia, il regime di Bashar al-Assad e le milizie curde Ypg stanno violando i diritti umani in Siria, stanno violando in modo palese il diritto internazionale per ottenere risultati sul terreno". L'azione di oggi fa parte dell'intenzione della Russia di "lasciare alla comunità internazionale solo due opzioni in Siria: Assad o il Daesh". Ha sottolineato inoltre che le milizie Yps "sono chiaramente, in questo momento, uno strumento della Russia in Siria".

In volo verso l'Ucraina, il premier ha anche aggiunto: "Tutti devono saperlo Pkk in Turchia e Ypg in Siria sono chiaramente strumenti della Russia". "La Russia affligge il mondo con la percezione che in Siria possa esplodere una guerra, usa questi argomenti per poter mettere la Turchia in un angolo. Per questo la nostra posizione è legittima" ha proseguito il premier turco. Le accuse della Turchia si accompagnano al terzo giorno di bombardamenti da parte dell'artiglieria turca a postazioni curde nel nord della Siria. Sulla questione è intervenuto il portavoce del ministero degli Esteri di Ankara, Tanju Bilgic: "Come effetto del fuoco di artiglieria e degli attacchi dalla Siria verso il nostro Paese a partire da sabato, abbiamo agito secondo le nostre regole d'ingaggio. Sabato, domenica e oggi, abbiamo risposto nell'ambito delle nostre regole d'ingaggio" alle milizie curdo-siriane dell'Ypg.

Il premier turco sembra non voler abbassare i toni, anzi accusa la Russia di "agire come un gruppo terroristico". Ora la Turchia minaccia di rispondendere in maniera "estremamente decisa". "Se Mosca continua a comportarsi come una organizzazione terroristica che costringe la popolazione civile alla fuga, la nostra risposta sarà estremamente decisa" ha detto nel corso di una conferenza stampa durante una visita ufficiale a Kiev.

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