Solare, che fregatura: costa e fa pure flop

Nonostante le sovvenzioni le aziende del fotovoltaico chiudono una dopo l’altra. E anche la Merkel taglia gli aiuti

Solare, che fregatura: costa e fa pure flop

Lo scorso venerdì il parlamen­to tedesco ha tagliato del 40% le sovvenzioni al fotovoltaico (Fv). Non possiamo che gioirne, ma avrebbero dovuto tagliare del 100%. Nei mesi precedenti, tra grandi e piccole, decine di azien­de tedesche del settore erano falli­te. Anche di questo gioiamo: dob­biamo comprendere che il Fv è una cancrena che sta divorando l’economia mondiale, peggio di quanto non faccia la camorra e noi se fallisce la camorra gioiamo.

Certo, il guappo camorrista perde il proprio «posto di lavoro» ma le cancrene vanno estirpate, anche con interventi dolorosi, se non si vuole che perisca l’intero corpo. Ricordate la green-economy , qui in Italia magnificata dai Prodi e dai Pecoraroscani, da Legam­biente e da Greenpeace, da Repub­blica e dal Corsera , e ora anche dai Monti e, con nostra sorpresa, dai Clini? Avrebbe dovuto creare mi­gliaia di posti di lavoro, la green­economy , no? Sono anni che avver­tiamo -vox clamantis in deserto­che essa non è né green né eco­nomy. In Germania, dicevo, azien­de ( si fa per dire) come Solar Mille­nium, Solon, Solarhybrid, Q-Cel­ls, hanno portato i libri contabili in tribunale e messo sulla strada migliaia di lavoratori. Tutto preve­dibile. Il problema è che a occuparsi di energia, in Europa come in Italia, v’è una pletora di incompetenti, quando non peggio.

In Italia, so­prattutto, non mancano né gli in­competenti né chi è peggio degli incompetenti, e sovente gli uni e gli altri sono incarnati nella stessa persona. Prendiamo il governo dei tecnici. Per bocca del ministro all’Ambiente,ha dichiarato che in Italia il travaso di denaro pubblicoagli spacciatori di Fv continuerà finché i costi di produzione elettri­ca­da esso e da carbone si uguaglie­ranno. Ciò che il ministro non comprende è che se egli continua a insistere col suo insano program­ma, la cosa certamente accadrà, nel senso che il prezzo del chi­lowattora da carbone si sarà eleva­to a quello da Fv. Egli ci sta obbli­gandoa pasteggiare con caviale e champagne finché non avremo denaro per pane e lambrusco.

Il ministro Clini va perdonato perché è un medico, di energia nulla sa e palesemente confonde il chilowatt col chilowattora. Eppe­rò fa il ministro. Proviamo a spie­garlo anche a lui, come abbiamo tentato di fare invano coi suoi pre­decessori:il Fv per la produzione elettrica è una colossale frode, si­gnor Ministro, e non bisogna farvi alcun affidamento, neanche se i pannelli Fv fossero gratis. Circo­stanza, quest’ultima, che dovreb­be dissipare ogni dubbio, no? Par­rebbe di sì, ma nessun ministro ci sente da quest’orecchio. Il che mi è incomprensibile, visto che que­sti ministri fanno giuramento di fe­deltà all’interesse del Paese. Ma che giurano a fare? Pensate, in questi anni, grazie a una legge del 2007 del governo Prodi, abbiamo impegnato 70 miliardi in impianti Fv che producono tanto quanto produce un impianto a carbone che costa 2 miliardi. Monti non aveva bisogno di fare alcuna ma­novra, doveva solo cancellare defi­nitivamente le sovvenzioni agli spacciatori della fraudolenta tec­nologia, equiparandoli agli spac­ciatori di denaro falso. Perché è fraudolenta? La ragio­ne è banale.

Il picco di massima po­tenza elettrica assorbita dal Paese (60 gigawatt) occorre nelle prime ore della sera, quando fa buio e il Fv conta zero. Per soddisfare quel picco devono esserci- tutti- gli im­pianti convenzionali (gas, carbo­ne, nucleare, idroelettrico). Una volta che questi impianti per sod­disfare la domanda di picco ci so­no ( e ci sono perché devono esser­ci), essi sono in grado di soddisfa­re anche la domanda non di picco, per cui ogni altro impianto alterna­tivo risulta inutile. Come dire: se avete l’auto potete evitare di avere la bicicletta, ma non viceversa.

Se vi concedete anche la bicicletta è perché essa costa 100 a fronte di un’auto che costa 20.000; ma il Fv è una bicicletta che costa 400.000. Allora, illudersi di creare «posti di lavoro» nel settore del Fv equiva­le a illudersi di crearli assumendo squadre d’operai che di giorno scavino buche e di notte le ricopra­no. Non bisogna essere bocconia­ni per comprendere che non è co­sì che funziona. È proprio un pec­cato che questo governo di tecnici si stia rivelando, anche nel settore energetico, un governo di incom­petenti.

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