Sostenere Bibi ora è sempre più complicato

Per il governo di Bibi Netanyahu la risoluzione dell'Onu che chiede un cessate il fuoco a Gaza è una sconfitta epocale

Sostenere Bibi ora è sempre più complicato
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Per il governo di Bibi Netanyahu la risoluzione dell'Onu che chiede un cessate il fuoco a Gaza è una sconfitta epocale. Per l'intera Israele deve essere un campanello d'allarme che sarebbe sciocco trascurare. Negli ultimi sei mesi lo scudo protettivo dell'America si è aperto più volte: tre le dichiarazioni di veto pronunciate alle Nazioni Unite. Ora gli Stati Uniti hanno detto basta. Sarebbe superficiale spiegare la decisione («non c'è nessun cambio di linea politica», si è affrettato a chiarire un portavoce Usa) esclusivamente con le esigenze di un presidente Biden preoccupato dal voto arabo-americano. Non è, o almeno non è solo, così. Il fatto è che Netanyahu e alcuni dei suoi ministri hanno mostrato di non voler minimamente curarsi delle reazioni e degli atteggiamenti dell'opinione pubblica occidentale. Più che comprensibile se si guarda alle ferite di un Paese orrendamente colpito dal massacro del 7 ottobre. Ma scegliendo questa strada Netanyhau ha finito per rendere sempre più difficile l'azione di sostegno dei Paesi alleati. Da parte del governo in carica non c'è solo una guerra condotta con metodi durissimi; c'è anche la scarsa chiarezza, per non chiamarla confusione, sul futuro politico immaginato per la Striscia; c'è una politica in Cisgiordania, basata sulla mano libera ai coloni, che all'apparenza non risponde ad altro disegno se non quello della «Grande Israele». Non si tratta di interrogativi irrisolti sollevati dai nemici dello Stato ebraico, sono questioni che lacerano la coscienza stessa della popolazione israeliana. Netanyahu ha fino ad ora dato le risposte giuste? Molti tra i suoi concittadini ne dubitano.

Agli amici di Israele non resta che ricordare quanto gli standard dello Stato ebraico e del suo esercito siano superiori a quelli dei suoi nemici; quanto sia diverso ragionare da una tranquilla città europea piuttosto che sotto il fuoco dei razzi di Hamas. Detto questo, chiudere gli occhi alla realtà non sembra una buona scelta.

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