La Appendino tappezza Torino di manifesti antirazzisti: "Le razze non esistono"

Partita ieri la campagna del comune di Torino contro i razzisti: cartelloni recanti la frase “Le razze non esistono i razzisti sì. E puoi denunciarli” saranno affissi sui mezzi pubblici ed in varie zone della città per sensibilizzare gli abitanti sul problema ed incoraggiare le denunce

La Appendino tappezza Torino di manifesti antirazzisti: "Le razze non esistono"

Pronta l’iniziativa del comune di Torino per combattere la piaga del razzismo. Una problematica, a detta della giunta grillina, oramai imperante.

Sempre più numerosi, infatti, sarebbero gli episodi di intolleranza registrati sui mezzi di trasporto o all’interno degli uffici pubblici, rivolti a persone con diverso colore di pelle o con indumenti distintivi quali il velo tipico delle donne musulmane. Ecco il perché della campagna lanciata dal comune, entrata in vigore proprio nella giornata di ieri.

Oltre 900 manifesti saranno montati su 50 autobus della linea trasporti GTT, così come sulle fiancate del tram 4. Altri 200 cartelloni di maggiori dimensioni verranno inoltre affissi in città dal 27 di questo mese. Tutti quanti i manifesti recheranno il messaggio: “Le razze non esistono i razzisti sì. E puoi denunciarli o “Se insulti o aggredisci qualcuno per il colore della pelle rischi dai 4 ai 5 mesi di carcere.

Questa iniziativa dal titolo “Il razzismo non è un’opinione, è un crimine” fa parte di una proposta ben più ampia, nota come Progetto europeo G3P Reloaded. Questo interessa numerosi paesi e si prefigge di combattere il razzismo ed ogni crimine ad esso correlato, incoraggiando le denunce.

“Torino è una città basata su un modello interculturale positivo e sostenibile, che punta al dialogo e all’inclusione di tutte e tutti come motore di sviluppo e di crescita. In questa visione, il razzismo, al pari del sessismo, della violenza di genere, dell’omofobia e di altre forme di esclusione non hanno alcun posto”. Questa la dichiarazione di Marco Giusta, assessore alle pari opportunità, come riportato da “La Stampa”. Ed ecco dunque la campagna con i manifesti realizzati dal grafico Emanuele Di Dio.

“Con le comunità della città, attraverso il progetto G3P, abbiamo costruito tavoli di incontro con le forze dell’ordine, in modo da ridurre la diffidenza e costruire reti e connessioni. Chi subisce episodi di razzismo sa che può contare non solo sul supporto della Polizia, Carabinieri, Polizia municipale, ma anche sulla presenza della Questura e della Prefettura”, conclude Giusta.

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