"Tsunami" caldo: ecco le conseguenze della primavera fuori stagione

Tempeste, venti furiosi ma il minimo comune denominatore è il caldo: temperature sopra la media da settimane, agricoltura in sofferenza ed il peggio, forse, deve ancora venire...

Più che le mezze stagioni non esisono più le stagioni, quelle intere, ed è proprio il caso di dirlo: da mesi ormai, la natura è come se fosse travolta da uno tsunami di caldo che sembra non avere fine e colpisce vastissimi territori come accade in queste ore sull'Europa: da un lato Ciara con le alluvioni ed i venti tempestosi, dall'altro l'Italia che ha sperimentato "soltanto" venti da uragano che hanno fatto volare i tetti delle case, abbattuto alberi e portato le temperature su valori tipici del mese di maggio.

Mentre ieri a Pescara, Bari e Catania i 25 gradi hanno provocato la corsa al mare di tanta gente durante la pausa pranzo lavorativa, al Nord si volava con raffiche di foehn fino a 200 Km/h ma, anche qui, con temperature estremamente calde: Milano e Torino con 20 e 19 gradi di massima, l'11 di febbraio, non se le ricordano nemmeno i più anziani.

Come scrive Talignani di Repubblica.it, la coda della tempesta Ciara che stava spazzando l'Europa, unita ad un anticiclone di origine africano, hanno combinato quello che è accaduto ieri.

La natura in tilt

Questi fenomeni meteo così estremi non sono più considerati anomalie dagli esperti ma facenti parte del riscaldamento globale. Mentre è sempre attuale il dibattito tra le fazioni di quelli che "i cambiamenti climatici sono colpa dell'uomo" e quelli che affermano il contrario, la natura stessa non ci sta capendo più niente: la finta primavera sta ingannando gli alberi, soprattutto quelli da frutto, che germogliano prima e si espongono, come accaduto lo scorso anno, al rischio di gelate tardive e grandinate durante i mesi primaverili, quelli veri.

Agricoltura in ginocchio

Già fragili per gli eventi meteo estermi, le colture italiane devono fare il conto, con il proliferare del caldo anomalo, con insetti alieni e parassiti che mettono in pericolo i raccolti. Non solo il batterio della "Xylella fastidiosa" negli ulivi o il punteruolo rosso nelle palme, la Coldiretti ha lanciato l'allarme per la cimice asiatica che in Italia ha già causato danni accertati del 25-30% su pesco, susino, albicocco, ciliegio, mandorlo e tante altre colture toccando punte di devastazione del 100% sui peri dell'Emilia-Romagna.

Si rischia un 2003 bis

Dopo un inverno così caldo, il timore è che quest'anno possano ripetersi picchi di calore e siccità come nel 2003, devastante per tutti i raccolti. L'assenza di piogge invernali ha fatto dimezzare le riserve idriche in Puglia e Basilicata, il Molise rischia per i terreni già secchi seminati a cereali, la Sardegna è costretta ad anticipare l'irrigazione mentre in Toscana si teme per un calo della produzione di miele pari all'85%.

E le proiezioni prospettate dall'esperto Andrea Garbinato de ilmeteo.it non sono incoraggianti. "La pioggia è prevista per il 14 febbraio ma sarà comunque sporadica - afferma il meteorologo - e la verità è che non abbiamo segnali d'inverno reali: nel 2020 le temperature sono state anche di 7-8 gradi superiori alle medie del periodo e le previsioni ci indicano un ipotetico inizio di primavera caldo con un'estate bollente".

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Commenti

Tobi

Mer, 12/02/2020 - 22:08

E' il risultato dei esperimenti di geoingegneria. Notate il cielo sempre velato dagli aerosol (tossici) dispersi dagli aerei.