Udienza per l'estradizione di Touil. "Non capisco, perché sono in cella?"

Il marocchino è accusato a Tunisi di complicità con il commando in azione a marzo al museo del Bardo

A sinistra Abdelmajid Touil. A destra un ricercato: il nome corrisponde, il volto no
A sinistra Abdelmajid Touil. A destra un ricercato: il nome corrisponde, il volto no

Non capisce, perché i dubbi in effetti sulla sua effettiva colpevolezza sono moltissimi. Abdelmajid Touil, 22enne marocchino arrestato per presunta complicita con il commando terroristico in azione a Tunisi, al museo del Bardo, in carcere continua a chiedere perché si trovi in una cella.

"Non capisco, non ha fatto nulla", ha ripetuto in queste ore in arabo a chi lo ha incontrato nella sua cella in isolamento. Questa mattina, proprio in carcere, si terrà l'udienza interrogatorio, la prima per decidere se il giovane marocchino debba essere estradato verso la Tunisia, che ha spiccato un mandato di cattura per la strage del 18 marzo.

Sarà poi la Corte d'Appello a decidere nel merito, ma intanto a Touil sarà chiesto se acconsentirebbe a essere consegnato a Tunisi. Ci si aspetta una risposta negativa, come negativo potrebbe essere il parere della magistratura, che dovrà tenere in considerazione il fatto che in Tunisia vige ancora la pena di morte, un fattore che potrebbe bloccare il processo d'estradizione.

Sarà infine il ministero della Giustizia a dover dare il giudizio politico sulla sorte del giovane

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