Vaticano, ora spunta lo scandalo della "dama di Becciu"

Mezzo milione di euro destinato alla "dama" del cardinale Becciu: questo è l'ultimo capitolo del nuovo scandalo Vaticano. Spuntano shopping e borsette, ma la Marogna si difende

Vaticano, ora spunta lo scandalo della "dama di Becciu"

Lei dice di non essere l'amante di Becciu, e smentisce di netto parte delle ricostruzioni delle ultime ore, ma quello di Cecilia Marogna, almeno dal punto di vista giornalistico, è ormai un caso a tutti gli effetti.

Siamo ancora dalle parti della gestione dell'"Obolo di San Pietro". Quello che dovrebbe servire per le opere di carità. Quello che i fedeli, ogni anno, versano direttamente al Papa della Chiesa cattolica. Siamo da quelle parti, dunque in quelle dei finanziamenti gestiti dalla segreteria di Stato, come in quelle dell'ultimo "scandalo Vaticano". Il cardinale Angelo Becciu ha perso, per decisione del pontefice argentino, i diritti da porporato. Un caso più unico che raro nella storia recente del cattolicesimo. Becciu, per dirne una, non voterà nel prossimo Conclave. A meno che Jorge Mario Bergoglio non cambi idea.

L'alto prelato italiano, stando a quanto appreso nel corso di queste settimane, è stato accusato di peculato. La Segreteria di Stato - l'organo di cui Becciu è stato il sostituto - avrebbe inoltrato bonifici che sarebbero finiti in direzione di società gestite o riconducibili a familiari di Becciu. Questo è il succo della questione. Non si parla di processo. Persino i tradizionalisti, che si sono sempre opposti al cardinale, pensano che ne servirebbe uno per attestare la verità. Becciu, anche attraverso delle conferenze stampa, si sta difendendo.

L'alto ecclesiastico italiano non ci sta a passare per colpevole. Ha pure detto di essere pronto a morire per il Santo Padre. Nel corso della serata di ieri sera, per via di un servizio de Le Iene, questa storia è stata condita da ulteriori particolari. Ora la donna è diventata la "dama" del cardinale. Sì, perché parte di quei soldi - mezzo milione di euro - sarebbe stata inviata ad una società "intestata" alla donna, che di base si occuperebbe di relazioni diplomatiche. Il che contribuirebbe a spiegare il perché dei rapporti con il "ministero degli Esteri" del Vaticano. Procediamo per gradi.

Stando a quanto si apprende su La Verità, che è arrivata per prima sulla storia di questi bonifici, la Marogna, trentanovenne cagliaritana, non sarebbe proprio nuova ai rapporti con personaggi che contano. Sull'edizione odierna vengono nominati "il faccendiere" Flavio Carboni e il politico Gianmario Ferramonti. E quindi ci si potrebbe stupire poco della rete che comprende anche monsignor Becciu. Soltanto che quel mezzo milione di euro sarebbe stato utilizzato "per l'acquisto di borse di grandi marchi come Prada e Chanel e altri beni di lusso che nulla hanno a che fare con le missioni caritatevoli della Chiesa".

Cioè la Marogna, in buona sostanza, avrebbe speso quei soldi o una parte di essi per fare shopping. Ci sono pure "borsette": "Magari la borsetta era per la moglie di un amico nigeriano in grado di dialogare col presidente del Burkina Faso al fine di vigilare su rischi e pericoli per le Nunziature e le missioni vaticane...", ha dichiarato la "dama" in un'intervista rilasciata a IlCorrieredellaSera. Ma non è tutto.

Quelle su di lei sarebbero "tutte falsità". E questa questione dell'"amante"? " Io amante del cardinale? Assurdo. Sono un'analista politica e un'esperta di intelligence, che lavora onestamente e che vive in affitto mantenendo sua figlia", ha aggiunto sempre alla fonte sopracitata. Comunque sia, la sensazione è che in Santa Sede abbiano problemi nuovi da affrontare. Un processo a Becciu - quello ventilato pure dal "fronte conservatore", ma che rimane al limite nelle facoltà dispositive del vescovo di Roma e dei suoi "pm" - potrebbe aiutare a chiarire cosa sia accaduto, questa volta, all'ombra di piazza San Pietro.