L'sms di Lavarini a Ciocca smonta tutto: ecco la verità

L'europarlamentare Angelo Ciocca ha presentato denuncia contro il barone nero e depositato un messaggio il cui Jonghi lo insulta perchè "non vicino"

L'sms di Lavarini a Ciocca smonta tutto: ecco la verità

“Male non fare, paura non avere“. Così ripete Angelo Ciocca affidando alla saggezza dei vecchi proverbi la strenua difesa da chi lo addita come un pericoloso fascista amico del fantomatico barone nero Roberto Jonghi Lavarini. E per questa ragione l'europarlamentare della Lega, Angelo Ciocca, che a Bruxelles è arrivato con 90 mila preferenze, ha presentato in Procura due diverse denunce circostanziate in cui dimostra come i suoi "rapporti con Roberto Jonghi Lavarini sono inesistenti". La verità di Ciocca è tutta in un messaggio WhatsApp inviato a fine 2020 da Jonghi Lavarini. Poche righe in cui è palese come il leghista avesse tagliato ogni contatto con il barone nero indagato per finanziamento illecito.

Il messaggio e il “vaffa“ del barone

"Non ci hai dato alcuna risposta concreta, alcun ruolo operativo e nessuno spazio politico: solo chiacchere e sorrisi“, scrive Jonghi a Ciocca usando toni lontani dall’essere amicali. Non solo. Il messaggio continua ricordando come Ciocca sia “scomparso senza più farsi sentire“. “Ce ne ricorderemo al momento opportuno. Per ora possiamo solo mandarti a fare in culo!“ così chiude il barone nero firmando anche per i gruppi di “Nordestra e Sinergie". "Il messaggio è stato inserito nella denuncia e dimostra i nostri non rapporti", ha spiegato Ciocca che non nega di aver visto in un paio di occasioni Jonghi. “Faccio politica alla vecchia maniera, stringendo mani e vedendo gente“, ha ricordato l’europarlamentare sottolineando come da 35 anni ha lo stesso numero di telefonino perchè non ama i filtri di segreterie o intermediari. E anche con Jonghi, conosciuto in un talk di Telelombardia, è andata così.

“Me lo hanno presentato, l’ho visto e come faccio sempre mi sono messo a disposizione dei territor“, ha ribadito Ciocca. Nessun altro contatto nè aiuti chiesti. Stesso discorso per i riferimenti all’amor di patria.

Nei comizi la difesa dell'Italia

“Da europarlamentare difenderò sempre l’Italia e gli italiani - ha ribadito a IlGiornale.it sottolineando la sua posizione -: da anni nei comizi ripeto che dobbiamo lottare come fecero i nostri militari durante a prima e seconda guerra mondiale per difenderci da una Europa poco equa“. E a chi gli contesta l’estrazione politica di Jonghi l’europarlamentare allarga le braccia. Anzi. “Sto collaborando anche con un ex di rifondazione comunista per una iniziativa benefica: davanti a persone valuto e non allontano nessuno a priori“, ha ribadito Ciocca guardando oltre a quanto mostrato nell’inchiesta di fanpage.it. Per l’europarlamentare l’unica certezza è che con il barone nero non ha rapporti nè ha mai voluto rappresentare un punto di riferimento per gli estremisti milanesi. Una posizione messa nera su bianco anche in denuncia dove si chiede di perseguire chiunque accosterà il suo nome ad ambienti estremisti. I ricavati delle cause, poi, andranno a fare beneficenza sostenendo progetti di vera solidarietà.

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