Il vescovo che sfida i buonisti: "Non sono schiavo delll'islam"

Monsignor Carlo Liberati, arcivescovo e Prelato Emerito di Pompei: "La fede debole favorisce l’avanzata dell’Islam"

Il vescovo che sfida i buonisti: "Non sono schiavo delll'islam"

"Sia il vostro parlare sì sì, no no: il resto viene dal demonio". Monsignor Carlo Liberati, arcivescovo e Prelato Emerito di Pompei, tiene bene a mente il passo del Vangelo di Matteo mentre spiega la sia posizione su islam, immigrazione e Occidente. In fondo lo avevamo scritto qui: l'islam ci conquisterà, ed è solo colpa nostra. Colpa di quel modo di vivere degli europei "come se Dio non esistesse", con "secolarismo e relativismo che avanzano": "La fede debole - dice Liberati - favorisce l’islam".

L'intervista rilasciata dal prelato a La Fede Quotidiana è una miniera di riflessioni. Colpisce la lucidità con cui analizza la realtà musulmana e il suo rapporto con l'Europa. Noi e loro. O, meglio: noi contro loro. "Nella loro visione del mondo - spiega Liberati - che non è ovviamente condivisibile, credono, sono coerenti, e pregano. E allora questa situazione di decadenza morale dell’ Occidente li rende più forti e convinti. L’ avanzata dell’ islam è anche responsabilità di noi cristiani. Assistiamo ad un lento processo di islamizzazione del nostro mondo e temo che, per via demografica, prima o poi saranno maggioranza".

E se il "sistema di vita" dell'islam è "incompatibile" con i nostri valori, allora bisogna rimanere all'erta. "Ritengo che, se diventano maggioranza, tutto si farà molto pericoloso - riflette il vescovo - La storia del resto ci insegna che l’ islam ha sempre cercato di sottomettere l’Occidente e di attaccarlo. La battaglia di Lepanto ne è un esempio. Spero che l’Occidente sappia reagire a questa offensiva islamica che ha la religione come sua motivazione".

Sia chiaro: la Chiesa deve cercare il dialogo con tutti. Ma, come ricordava spesso papa Benedetto XVI, solo "sulla base della parità e della reciprocità, concetti che ai musulmani sfuggono". "Vogliono diritti? - conclude Liberati - Bene, ma esistono doveri. Io non mi sento schiavo dell’ islam e chiedo per lo meno la stessa pari dignità. Loro si credono superiori per natura e per la stessa indole vogliono comandare, sono tante volte arroganti".