Viaggio nel paradiso delle auto d'epoca

Rho, Fiera di Milano, padiglione 24: per tre giorni, da ieri a domani, va all'incanto il tesoro di Luigi Compiano

Tutti in coda, un po' nervosi, incuriositi ed eccitati: the show is about to begin. E l'unica cosa che eccita l'uomo più della donna, è l'automobile. Immagina, poi, se è una supercar, e d'epoca.

Pochissime donne, e tutti uomini in coda, appassionati e collezionisti. Ore 9,30. L'appuntamento è epocale. La più grande asta di auto della storia d'Europa. Tutte provenienti da un unico proprietario, tutte di lusso. Si entra.

Rho, Fiera di Milano, padiglione 24: per tre giorni, da ieri a domani, va all'incanto il tesoro di Luigi Compiano, 61 anni, trevigiano, patron di una storica società di vigilanza, accumulatore compulsivo seriale e alla fine tragicamente fallito, il quale per anni ha raccolto in 13 tristi capannoni del Nord-est la felicità di 493 auto d'epoca, 163 moto, 155 biciclette, 60 barche, automobilia varia - vecchie pompe di benzina e insegne di stazioni di servizio - e tre (incredibili) slitte vintage. È proprio il primo degli 848 lotti battuti - ore 10, s'inizia - portato via, a 7.500 euro, al telefono, probabilmente da un ex campione di bob, da uno chalet di Saint Moritz. Mister Compiano, invece, l'ex padrone di tutto ciò, è sotto processo per un'evasione fiscale da 17 milioni di euro. Un altro, piccolo, dei suoi record.

Il più grande rimane però la sua collezione che ora è stipata dentro la Fiera di Milano: quasi 500 auto, per quattro ruote ognuna, risultato «Duemila ruote», il titolo dell'asta - batte Sotheby's - per cui sono arrivati a Rho appassionati, collezionisti e curiosi da tutta l'Italia, da mezza Europa - tantissimi inglesi, francesi, tedeschi, qualche spagnolo - e, attaccati al telefono e alle tastiere dei pc per partecipare on line, dal resto del mondo. Dicono che sia un emiro, per arredarsi il garage, il compratore che ha fatto incetta, a centinaia di euro l'una, di vecchie insegne Esso, Sinclair, Texaco, Mobiloil, Fiat e quando è stato battuto un «Ferrari sign», 115x66 centimetri, a 5mila euro, beh, lì c'è stata un'ovazione... E tra poco arriveranno i lotti «veri», i bolidi apolidi: Ferrari, Maserati, Alfa Romeo, Fiat e Lancia, Aston Martin, Rolls-Royce e Bentley. Un bolognese, imprenditore (qui sono tutti imprenditori...), seduto dietro di noi, è venuto per le Porsche («Colleziono solo Porsche. Quante ne ho? Poche, ne ho cinque...»). All'incanto ce ne sono 60. Ripetiamo: 60. Un francese, della Corsica, è qui in albergo da due giorni, tra preview e iscrizione all'asta, per aspettare le Porsche. Ha telefonato anche a due amici a Parigi per farli venire. Atterrano stamattina. Le Jaguar, E-type, invece, sono 21. Poi, arriveranno i pezzi speciali, a prezzi speciali. Previsti per oggi: una Ferrari 275 GTB/6C Alluminio (ne hanno fatte solo sette con carrozzeria di lega, sei carburatori e l'albero di trasmissione intubato), una 365 GTB/4 alias Daytona e una F40. E c'è chi parla di una mitologica Lancia HF Integrale 16V «Ufficiale» 1989... Accanto a noi, con accanto a lui una moglie da Formula uno, c'è un ex pilota di Gran turismo, di Brescia. È qui perché ha messo gli occhi su un paio di macchine degli anni '90, quando gareggiava. Prima di sera «passerà» una Lancia Delta HF Integrale Evoluzione del 1991, stima: 30-35mila euro. «Ma la vedo male... l'effetto psicologico dell'asta tende a far impennare le cifre...».

Silenzio. Finite slitte&biciclette storiche, iniziano le macchine. The cars, now! Sono le 12,30. Cambia il banditore. Che poi, sono loro il vero show. Stiamo parlando di Sotheby's... Ruotano ogni tre ore circa, in piedi sul palco, gemelli ai polsini e martello in mano, parlano fluency fino a quattro lingue contemporaneamente, alternano i prezzi in inglese alle incitazioni in italiano, cravatta e microfono ad archetto, sono velocissimi, cervello a doppia velocità e quattro occhi per badare a 600 persone sedute, forse mille in piedi - il capannone è enorme - e al bancone dell'online a destra e a quello dei telefonisti a sinistra. Tengono il palcoscenico come leoni, professionali e affamati. Business, eleganza ed entertainment. Fiorello, al confronto, è noiosissimo. Uno, due, massimo tre minuti a pezzo, senza soluzione di continuità - «three thousand, four, five... ten on the phone, twelve online, thirteen the man with white shirt, grazie grazie mille... twenty... thirty... aggiudicato, il prossimo lotto è una splendida Maserati Mexico 4.2 del 1968... I'm selling...» -, oggi sono 270 lotti, a tre minuti l'uno in media, significa 13 ore e 50 minuti, abbiamo iniziato alle 10, «Stasera finiamo a mezzanotte...», fa i calcoli il signore dietro di noi, straelegante, sessantenne, brizzolato, milanese, «imprenditore», scostante: «Compro solo Porsche, Ferrari e Maserati. Quante ne ho? Un po'. Penso che domani saranno qualcuna in più».

Meglio cercare simpatia all'estero. Alla nostra sinistra c'è un italiano che vive in Lussemburgo, lavora - genericamente - «nella finanza», è venuto perché ha visto alcune barche che batteranno domani (c'è anche un offshore «Miura» con motori Lamborghini, dicono sia appartenuto a Stefano Casiraghi, ma forse è leggenda, mentre la storia delle quattro Jaguar che Compiano acquistò dal batterista dei Pink Floyd è vera), e comunque è appassionato di numeri. Fai i conti: viste le auto, moltiplicate per i lotti, calcolando una media..., l'Iva, l'onorario per Sotheby's... In un weekend si batteranno 30 milioni di euro. Bentley più, Jaguar meno.

Non c'è tempo. Si acquista e si batte come fosse l'ultima asta della vita. Passa una Porsche 911 Carrera (bianca) del 1986. Stima 30mila euro. Due minuti dopo è venduta a 41mila. Una Mercedes-Benz 300 Sedan, allestimento (dicono pazzesco) «AMG», partita da 2500 euro, è battuta in clima adrenalinico a 75mila. Applausi. Un'Alfetta GTV passa da 2mila euro a 30mila in 45 secondi netti. Fast and Furious all'ora dell'aperitivo, a Rho, Milano Fiera, Italia.

Un papà - ramo: società d'ingegneria - è arrivato apposta da Roma per provare a portare a casa una Jaguar a pedali «che piace ai miei bambini», stima: 10mila euro, «Fino a 18 posso arrivare». Il vero astista è quello che sa quando fermarsi. Ma a volte non si parte proprio. Dopo sei secondi siamo già a ventimila... I'm selling...

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