Virus, Sanchez e Conte scrivono a Von der Leyen: "Riaprire le frontiere al più presto"

I leader dei due Paesi più colpiti, nella missiva, chiedono che l'abolizione delle restrizioni, dovute alla diffusione del Covid-19, sia fatta "in maniera coordinata, non discriminatoria e in base a criteri epidemiologici chiari e trasparenti"

Per il premier spagnolo, Pedro Sanchez, l'abolizione delle restrizioni alle frontiere dell'Unione europea, introdotte per fronteggiare l'emergenza sanitaria legata alla diffusione del nuovo coronavirus, deve avvenire "in modo coordinato, sulla base di criteri comuni e trasparenti". Il primo ministro, in queste ore, sul suo profilo Twitter ha annunciato di aver inviato, insieme al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, una lettera alla Commissione europea per "rendere sicura la transizione verso la nuova normalità in Europa".

La lettera

Così, come riportato da Repubblica, con una missiva firmata da entrambi i presidenti, i governi spagnolo e italiano si sono rivolti alla presentente Ursula von der Leyen per chiedere che vengano eliminati i controlli alle frontiere tra i Paesi Ue e che il tutto venga realizzato in maniera "coordinata, non discriminatoria e in base a criteri epidemiologici chiari e trasparenti". Per entrambi i leader, "la libertà di movimento è un elemento fondamentale del progetto europeo". Italia e Spagna, i due Stati dell'Ue più colpiti dal Covid-19, sono anche quelli più dipendenti dal turismo che, in entrambi i casi, incide sul 12-13% del prodotto interno lordo.

La richiesta di regole chiare

Con la loro lettera, i due leader avrebbero chiesto una definizione chiara delle regole, perché la stagione estiva (e turistica) possa ripartire in sicurezza. Come ricostruito dal quotidiano, nella missiva indirizzata alla presidente, Sanchez e Conte chiedono che il Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie abbia un ruolo determinante nello stabilire i criteri utili a consentire una riapertura in condizioni di sicurezza. L'obiettivo è che venga ristabilita, in modo pieno, la libertà di movimento in Ue e nello spazio Schengen.

"Stabilire criteri sanitari comuni"

L'Italia ha riaperto le sue frontiere il 3 giugno, mentre la Spagna dovrebbe farlo a fine mese (ma già il 22 giugno potrebbero essere riaperti i confini con Portogallo e Francia). I due presidenti, nella lettera indirizzata all'Europa, avrebbero sostenuto la necessità di "stabilire criteri sanitari comuni in tutta la Ue per i trasporti, con protocolli concordati tra tutti" (elemento che risulta particolarmente decisivo alle frontiere). "Molti dei nostri Stati membri si avvicinano alla data decisa per la riapertura delle loro frontiere alla mobilità turistica. Da come questo processo verrà portato a compimento dipenderà la percezione che i nostri cittadini avranno del ruolo centrale dell'Ue in tutta la crisi", hanno precisato i due presidenti.

Tutte le riaperture

Intanto, i ministri dell'Interno europei avrebbero aggiunto "un accordo globale" sulla richiesta di estendere fino a fine giugno la chiusura delle frontiere esterne dell'Ue (misura che sarebbe dovuta durare fino al 15 giugno). Ad annunciarlo è stata la presidenza croata, al termine della videoconferenza dei ministri dell'Interno europei. "Stiamo lavorando a una comunicazione che verrà approvata la prossima settimana", ha spiegato Ylva Johansson, commissario Ue. La Germania, invece, dovrebbe riaprire i flussi turistici verso l'Italia "orientativamente" a partire dal 15 giugno (conferma arrivata anche dal ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, durante la conferenza stampa congiunta a Berlino con il collega tedesco, Heiko Maas). Nello stesso giorno, il 15 giugno, anche la Svizzera dovrebbe sollvare le restrizioni ai viaggi nei confronti di tutti gli Stati dell'Ue (il provvedimento dovrebbe includere anche i viaggiatori provenienti da Liechtenstein, Norvegia, Gran Bretagna e Islanda). Considerata l'attuale situazione epidemiologica, a partire da quella data sarà possibile revocare le attuali restrizioni d'entrata anche nei confronti degli atri Stati Ue, compresa l'Italia, e del Regno Unito.

La situazione in Francia

Come riportato da Repubblica, Jean-Francois Delfraissy, presidente del comitato scientifico di Parigi, incaricato di contribuire alla lotta al Covid-19, a radio France Inter avrebbe fatto sapere che il "virus è orma sotto controllo nel Paese", che "continua a circolare, in particolare in alcune regioni, ma a bassa velocità" e ha aggiunto che, dove prima si registravano "decine di migliai di casi, intorno agli 80mila nuovi casi quotidiani a inizio marzo", i numeri si sarebbero abbassati.

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