Undici anni in una città che cambia pelle ogni stagione non sono pochi. In via Amerigo Vespucci 1, a Milano, Amami ha costruito la propria identità su un dettaglio che dettaglio non è: la pizza senza lievito. Un impasto sottile, friabile, dichiaratamente digeribile, che intercetta il gusto meneghino per la base bassa e croccante. L’idea è dei coniugi Cristiana Serafini e Mauro Rossetto, coppia nella vita e nel lavoro. Nel 2024 hanno raddoppiato con Amami Ancora, in via Lazzaro Papi 14, zona Porta Romana, interni firmati dal designer milanese Andrea Langhi, atmosfera curata ma senza rigidità.
Entrambi i locali lavorano in modalità all day dining: cucina sempre aperta, dalle pause pranzo agli aperitivi, fino alle 23.30, sette giorni su sette. Una scelta che a Milano equivale a stare al passo: flussi continui, orari elastici, clientela che entra e esce senza troppe cerimonie.
La cifra resta l’impasto. Ogni giorno farine diverse – Senatore Cappelli, farro, integrale, canapa, grano saraceno, grano arso – per una pizza dalla forma allungata, quasi una lingua, che si distingue anche alla vista. La qualità è il mantra dichiarato, tradotto nella selezione di ingredienti italiani di stagione e in una filiera che privilegia piccoli produttori.
“Milano offre tante opportunità, ma è molto veloce e competitiva e richiede innovazione continua, non solo nella proposta culinaria – racconta Cristiana Serafini –. Ad essa deve associarsi sempre di più eccellenza di servizio e sincera ospitalità, in cui il cliente è al centro. Siamo convinti che la qualità sia l’unico investimento che non fallirà mai, così preferiamo rivolgerci a fornitori italiani locali, spesso piccole realtà a conduzione familiare, proprio per salvaguardare il territorio e le tradizioni”.
Tra le pizze più richieste c’è la Milano da Bere, con pomodoro, mozzarella, salame piccante e peperoncino. La Sovrana rilegge la Margherita con una tartare di datterini gialli e pachino aggiunta in cottura, giocando sul contrasto tra acidità e dolcezza. Amami 2015, la prima in carta, punta su fiordilatte, prosciutto di Parma Dop e tartufo a crudo: combinazione classica, eseguita con misura.
Accanto alle pizze, piatti di impostazione mediterranea e una proposta aperitivo che ruota attorno agli Amaki, roll ricavati dall’impasto senza lievito e farciti a crudo con salumi Dop, formaggi, verdure di stagione e salse. Formato compatto, pensato per accompagnare cocktail, vini, birre artigianali e una selezione analcolica non banale, tra Molecola, kombucha e mocktail a base di Memento.
Nel fine settimana c’è il brunch: focaccia di farro senza lievito, piatti salati – mondeghili, hummus, salmone selvaggio e avocado – uova in varie versioni, quindi una parte dolce che va dallo yogurt con frutta ai pancake integrali. Prezzo fisso a 30 euro, alternativa alla scelta singola.
La cantina conta quattordici etichette tra rossi, bianchi e bollicine, con referenze della Fattoria Svetoni di Montepulciano; sul fronte birra, La Luppolaia di Caprese Michelangelo, anche gluten free. La selezione beverage è curata da Rossetto, tra gin poco convenzionali e liquori artigianali.
Ogni giorno, nelle due sedi, passano
centinaia di clienti. Il tono resta informale, il servizio rapido. In una Milano che corre, Amami e Amami Ancora provano a tenere il ritmo con un’idea semplice: fare una cosa riconoscibile, e farla con costanza. Non è poco.