Retrogusto

Baglio di Pianetto, Sicilia d’altura

L’azienda fondata dai Marzotto nel 1997 a Santa Cristina Gela è ora nelle mani del giovane Grégoire Desforges, dell’ad Dante Bonacina e dell’enologa Graziana Grassini, che si concentra su una nuova idea di enologia di alta quota, che dona ai fini eleganza e ricchezza aromatica

Baglio di Pianetto, Grégoire Desforges
Baglio di Pianetto, Grégoire Desforges

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Baglio di Pianetto, Sicilia d’altura

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Una Sicilia inconsueta, quasi inedita, quella rappresentata da Baglio di Pianetto, azienda fondata nel 1997 da Florence e Paolo Marzotto a Santa Cristina Gela, in provincia di Palermo, e che all’ultimo Vinitaly ha celebrato il passaggio generazionale e una nuova concezione aziendale. Alla guida dell’azienda c’è ora Grégoire Desforges, 35 anni, nipote dei fondatori, che pur se nato a Parigi e vissuto in molti angoli del mondo, in quest’angolo di Sicilia trova il suo “locus amoenus”, la cui integrità si incarica di conservare. Da un punto di vista produttivo, la superficie vitata, pari a 106 ettari, è adesso concentrata nelle sole aree di Contrada Pianetto e Piana degli Albanesi, dove si punta forte su un’idea nuova di vino d’altura anche grazie all’acquisizione di nuove parcelle situate fino a 900 metri di altitudine.

Contrada Pianetto è una sorta di anfiteatro naturale che si avvantaggia di differenti altitudini (dai 700 ai 900 metri) e differenti esposizioni, oltre che specificità geologiche e culturali uniche nel proprio genere. Un terroir unico, con escursioni termiche elevate, che preservano dall’ossidazione le componenti polifenoliche di ciascun profilo varietale. Ma anche un paesaggio culturale da tutelare, dal momento che «qui, verso la fine del 1400, si è instaurata la più florida cultura arbëresh di Sicilia, patrimonio immateriale dell’umanità dell’Unesco; questi monti sopra Palermo e il lago che vi è incastonato, sono stati protagonisti della storia risorgimentale d’Italia e dell’isola», come spiega Desforges.

Baglio di Pianetto, ViaFrancia Rosso
Baglio di Pianetto, ViaFrancia Rosso

A coadiuvare Desforges ci sono il nuovo amministratore delegato insediatosi nel 2023, Dante Bonacina, e l’enologa Graziana Grassini, che coordina uno staff di cui fanno parte anche Francesco Matesi e Giuseppe Lo Iacono. I vini sono prodotti secondo il protocollo biologico certificato e l’utilizzo di tecnologie avanzate cantina per vini più salubri e longevi, valorizzando le specificità delle singole parcelle. La linea dei vini in purezza racconta tutte le sfaccettature dei vini siciliani, dai rossi Nero d’Avola, Frappato e Syrah ai bianchi Catarratto, Insolia, Grillo e Viognier. Dall’attenta ricerca e selezione parcellare nascono invece i vini della linea ViaFrancia, dedicati all’omonima via dove è situata la cantina di Baglio di Pianetto ed espressione profonda dell’identità di questa microzona e della sua vocazione. Le uve, raccolte in cassetta, sono lavorate interamente a mano per rispettare al massimo l’integrità del frutto. Tre i vini ViaFrancia: un Sicilia Doc bianco a base Grillo, Insolia e Viognier, che fa fermentazione alcolica in parte in serbatoi di acciaio e in parte in piccole botti di rovere francese, poi sosta sulle fecce nobili per nove mesi e quindi, dopo l’assemblaggio, ancora in acciaio per almeno tre mesi e poi in bottiglia, dal naso tropicale, agrumato, balsamico e dal sorso sapido e avvolgente.

Gregoire Desforges, Graziana Grassini e Dante Bonacina
Gregoire Desforges, Graziana Grassini e Dante Bonacina

C’è poi il ViaFrancia Rosé, un Terre Siciliane Igt a base Syrah che fa quattro mesi di contatto sulle fecce e ha aromi floreali, agrumati, di spezie e bocca complessa e salina.

Infine il ViaFrancia Rosso, un Sicilia Doc blend di Nero d’Avola e Syrah vinificati separatamente e affinati per diciotto mesi in piccole botti di rovere francese di primo e secondo passaggio, poi assemblati utilizzando le migliori basi e “affiatati” da un ulteriore affinamento in vasche d’acciaio e poi in bottiglia. Un grande rosso di altura, il cui profilo aromatico mostra frutti rossi, visciole, datteri, spezie un po’ piccanti e un sorso elegante, salino, balsamico, equilibrato e di grande equilibrio.

Graziana Grassini

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