In occasione dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026, Winter House sarà attiva dal 6 al 22 febbraio negli spazi di Aethos Hotel Milano in piazza XXIV Maggio, che riaprirà a breva, configurandosi come la casa dell’ospitalità italiana dedicata al team americano di hockey e skating, agli atleti olimpici, alle loro famiglie e ai media internazionali accreditati. Winter House nasce come piattaforma di relazione e racconto, all’interno della quale una parte della programmazione è dedicata all’incontro tra sport, cultura e sistema produttivo italiano. Un luogo pensato per favorire il dialogo attraverso un linguaggio condiviso, capace di superare confini e specialismi. All’interno di questo progetto, il vino assume un ruolo centrale come strumento culturale.
Non un semplice elemento di rappresentanza, ma un mezzo di racconto, in grado di collegare territori, persone e visioni. Le degustazioni guidate, curate da Filippo Bartolotta, wine educator di riferimento internazionale e Art Director del Wine Program di Winter House Milano Cortina 2026, sono costruite come esperienze immersive rivolte in particolare alla stampa americana. «Vogliamo offrire ai media statunitensi un’esperienza concreta di cultura italiana, in cui il vino diventa linguaggio universale e strumento di dialogo tra sport, ospitalità e territorio», spiega Bartolotta. Un approccio che mette in relazione il racconto dei vignaioli italiani con i valori condivisi dal mondo dello sport olimpico. Momento clou è stata la conferenza stampa-degustazione svoltasi il 7 febbraio, condotta da Bartolotta in dialogo con Brian Boitano, leggenda del pattinaggio olimpico statunitense. Un formato pensato per accogliere la stampa internazionale attraverso un’esperienza diretta, capace di raccontare l’Italia non solo attraverso i vini, ma attraverso le storie e i territori che li generano.
Degustare, in questo contesto, significa entrare nelle scelte produttive, nei tempi della Natura, nelle traiettorie di chi lavora la terra. Un percorso che riflette dinamiche affini a quelle dello sport: lavoro di squadra, disciplina, gestione del tempo, capacità di affrontare la sfida e fiducia in un progetto di lungo periodo. Il vino diventa così metafora dello sport e strumento di ospitalità riconoscibile. A rendere possibile questo racconto sono sette aziende vinicole italiane, selezionate per rappresentare territori, stili e visioni differenti del vino italiano contemporaneo. Berlucchi Franciacorta, Enio Ottaviani, Castello di Grumello, Piccini 1882, Masciarelli, Pasqua Vini e Pizzolato compongono un percorso che attraversa l’Italia del vino come viaggio culturale attraverso il calice. La degustazione sarà servita in calici artigianali soffiati a bocca di X- Glass, mentre i vincitori dei “Milano Cortina Wine Games” riceveranno un casco da sci KASK, simbolo della manifattura italiana applicata alle alte prestazioni.
La chiusura dell’esperienza è affidata a un gesto conviviale essenziale: la piadina romagnola, emblema di un’accoglienza informale e diretta, capace di raccontare una cucina semplice e profondamente identitaria. Un segno coerente con l’idea di ospitalità italiana che Winter House intende restituire. Il racconto avviato durante le degustazioni non si esaurisce nel tempo dei Giochi.
Grazie al supporto della piattaforma HeresLab, gli ospiti potranno proseguire l’esperienza attraverso l’acquisto dei vini degustati e l’accesso a percorsi dedicati nei territori di origine. Un modo per trasformare un evento in relazione duratura.