"A casa cucina papà", il nuovo programma culinario di Vittorio Vaccaro

L'attore e regista, appassionato di cibo, dal 3 luglio, condividerà le sue ricette su Food Network, tra fornelli e musica

"A casa cucina papà", il nuovo programma culinario di Vittorio Vaccaro

"Pulisci le alici, tagli finemente il prezzemolo, aggiungi aglio, la scorza di limone e la tartare di scampi e cuoci in padella". Vittorio Vaccaro, attore, regista, musicista, condivide la ricetta semplice dei suoi "spaghettoni" con l'entusiasmo di chi fa lo chef di professione. È il piatto che prepara per la sua compagna Luna - uno dei suoi preferiti - ma anche uno di quelli che porterà in trasmissione. Dal 3 luglio, infatti, sarà protagonista di "A casa cucina papà" in onda ogni domenica alle 15.30 su Food Network di Discovery Italia, Canale 33. Un programma che mette insieme ricette golose ma anche storie di vita.

Da dove arriva questa passione per la cucina?

"Da lontano, dalla mia Sicilia. Sono cresciuto nel bar/trattoria dei miei genitori, dove si cucinava fino a tarda notte. Proprio lì, giocando o spesso addormentandomi su due sedie unite, ho respirato ogni aroma, ogni profumo. Ho assaporato il gusto delle cose buone e inconsciamente 'registrato' i gesti abili delle mani di papà che per la cucina aveva un talento innato. Ancora oggi nelle nostre lunghe telefonate è il cibo l’argomento preferito in un continuo scambio di idee. Del resto, loro hanno una pizzeria a Calascibetta e quindi ci supportiamo a distanza".

Sono numerosi i programmi che si cimentano con la gastronomia. Cosa c'è di nuovo nel suo format rispetto agli altri?

"Non ci sono solo le ricette, ma per ciascuna un racconto di vita che ruota attorno. Sono tra i fornelli di casa mia, come ci sono spesso quando preparo il pranzo o la cena per la mia famiglia allargata (mia figlia Giulia e le figlie di Luna, Rebecca e Luce), e spentolando parlo della mia storia, dei ricordi della mia terra, cito aneddoti e curiosità. Ogni puntata ha un tema specifico, dalla cena romantica a quella con gli amici, passando per il pranzo con i suoceri o per una cena improvvisata, senza rinunciare al bello e al piacere del palato".

Sono ricette che tutti possono replicare?

"Certo, sono facilmente replicabili a casa, incluse le rivisitazioni gourmet un pochino più elaborate. Durante il programma scorre la grafica che riporta gli ingredienti e il procedimento. E se qualcosa dovesse sfuggire, può seguirmi sul mio profilo instagram, @vittovaccaro, dove le metto in pratica tutte".

Qual è il suo piatto preferito?

"Le polpette di uovo al sugo perché sono le polpette che mia madre mi preparava e mi lasciava pronte per il mio ritorno da scuola. Andavo alle superiori a Enna e rientravo in bus, quando i miei avevano già pranzato. Ogni volta ne mangiavo tante, ne andavo matto".

Oltre ai piatti, ci sarà qualcosa della sua indole da artista eclettico?

"La musica è un altro elemento fondamentale nella mia vita. Tutte le puntate si chiudono con me che suono il sax. Da qualche mese ho messo in piedi un quintetto di musica 'revival' e facciamo un tuffo nella musica del passato con 'Le più belle canzoni di sempre' tra gli anni Quaranta e gli anni Sessanta, da Tenco a Teddy Reno, da Modugno a Vanoni. Oltre a suonare, canto e fino ai primi di settembre abbiamo diverse serate nelle piazze italiane".

La cucina è una palestra di vita?

"Sì, anche nei corsi di recitazione, i miei esempi partono sempre da lì, tra i fornelli. Ti aiuta a regolare i tempi, gli spazi, ma anche a osare con la creatività".

Il peccato capitale che non deve mai commettere chi sta ai fornelli?

"Forse la gola, io cerco comunque di non esagerare e di tenermi in forma con attività sportiva in palestra e lunghe passeggiate".

Quali sono i suoi progetti per il futuro?

"Intanto un po' di meritato relax, andremo in Spagna per godere del sole e del mare. Poi a settembre dovrei essere nuovamente nel cast fisso di Forum, con la conduzione di Barbara Palombelli, come opinionista. In pentola, giusto per rimanere in tema, bolle molto altro, ma resto pur sempre un uomo del Sud e non dico nulla per scaramanzia".

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