Stephen King torna con un romanzo inaspettato

Billy Summers è l'ultimo romanzo firmato da Stephen King, con il quale il re dell'horror si allontana dal genere che lo ha lanciato, per immergersi in un racconto sperimentale e intimo

Billy Summers, Stephen King torna con un romanzo inaspettato

Stephen King è un autore che si è affermato come il re dell'horror. Dal pagliaccio assassino di It ai fantasmi terrificanti di Shining, lo scrittore del Maine ha fatto dell'horror il proprio marchio distintivo, la base su cui costruire una carriera che non accenna a fermarsi. Tuttavia con il suo ultimo romanzo Billy Summers Stephen King sembra essersi voluto allontanare da quel genere che conosce molto bene, scrivendo un romanzo che somiglia molto più al suo 22/11/63, incentrato sulla morte di J.F.Kennedy e diventato una miniserie con James Franco. A differenza del libro citato, però, Billy Summers non prevede alcuna "scorciatoia" soprannaturale. L'orrore, in questo libro, non viene dall'esterno, non è qualcosa di assimilabile a ciò che esula dalla quotidianità. L'orrore di Billy Summers è dentro Billy Summers stesso e rappresenta una critica - nemmeno troppo velata - al governo americano e a una realtà politica che non è in grado di prendersi cura dei cittadini più deboli.

La trama ruota intorno a Billy Summers, veterano della guerra in Iraq, che ora lavora come assassino. Sfruttando le sue doti di cecchino, infatti, l'uomo accetta di uccidere persone sotto lauto compenso. La sua unica regola è che le persone che uccide devono essere persone cattive, ree di crimini tali che la loro perdita non porterebbe a nessuna conseguenza. Nonostante abbia un talento naturale per questo lavoro, Billy si rende anche conto che non può continuare a lungo a vivere in quel modo: così accetta l'ultimo incarico della carriera. Ma si tratta di un incarico diverso dagli altri: stavolta Billy Summers dovrà rimanere in città e familiarizzare coi vicini, prima che arrivi il giorno di spargere il sangue della vittima designata. Si dovrà fingere uno scrittore e dice di essere una brava persona: un piano insolito, ma tutto sommato facile. Cosa potrebbe andare mai storto? Ma pian piano che i giorni passano Billy si rende conto che c'è qualcosa che non torna nel piano e si sente sempre meno sicuro dell'onestà del suo committente. E le cose cominciano davvero ad andare per il verso sbagliato. Tuttavia, in mezzo a questo caos, Billy scoprirà un piacere inaspettato: quello per la scrittura.

Billy Summers - che in Italia arriva edito da Sperling & Kupfer - è un romanzo in cui Stephen King si è voluto concentrare soprattutto sulla costruzione del suo protagonista. Da questo punto di vista si potrebbe facilmente assererire che l'ultima fatica del re dell'horror è in realtà una storia profondamente intimista, che miscela i dubbi morali di Billy coi suoi ricordi legati alla guerra, creando un essere umano pieno di crepe e ferite che deve ancora trovare il proprio posto nel mondo. Billy Summers non è una lettura da affrontare per chi è amante del brivido e dell'adrenalina, anzi. Il ritmo a volte è rallentato, quasi rarefatto, come se non ci fosse niente di più importante dei pensieri in cui Billy rimane bloccato, come imprigionato in un labirinto senza via di scampo.

Nonostante questo, però, va detto che Billy Summers è palesemente un libro firmato da Stephen King. Basta affrontarne la lettura per riconoscere alcuni marchi distintivi dello scrittore del Maine. Non solo la scelta di rendere il protagonista un quasi scrittore - la scrittura ricorre in quasi tutti i libri di King -, ma anche l'autoreferenzialità dei rimandi agli altri libri, in dei piccoli incroci narrativi che da sempre fanno la felicità dei fan più esperti. Inoltre la storia è ambientata in una piccola città, una comunità che mostra idiosincrasie e manie, segreti e inganni e che da sempre è il teatro preferito da Stephen King per le sue storie.

Billy Summers non è dunque un libro che dispiacerà ai milioni di fan dello scrittore: ma è un libro in qualche modo diverso, un romanzo quasi sperimentale, che contiene al suo interno due linee narrative, una "normale" al presente e una che invece è una storia meta-narrativa, un libro dentro al libro. Lo stile di Stephen King rimane invariato e fa della scorrevolezza il suo punto di forza. Va detto però che la parte centrale di Billy Summers è forse un po' troppo lenta, un po' troppo dilatata e smarrita nei pensieri del protagonista. Una lentezza che quasi "tradisce" le aspettative del lettore, che tuttavia si troverà di nuovo trascinato nella storia nell'ultima parte, dove il ritmo riprende a crescere per costruire un finale in linea con la storia.

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