"Come i social hanno ucciso la comunicazione. Con una proposta per la nuova era"

L'ultima fatica letteraria di Guido Bosticco e Giovanni B. Magnoli Bocchi è un libro di comunicazione per chi non fa comunicazione

"Come i social hanno ucciso la comunicazione. Con una proposta per la nuova era"

Decostruire la comunicazione digitale per come l’abbiamo conosciuta oggi. E poi riportala a casa e farla ripartire da quei “canali proprietari” (i cosiddetti owned media) da cui era fuggita, per ragioni a metà tra la moda e l’economia. Non è neanche un obiettivo, ma un vero e proprio manifesto “Come i Social hanno ucciso la comunicazione” (Guerini edizioni) l’ultimo libro di Guido Bosticco e Giovanni B. Magnoli Bocchi, rivolto a imprenditori, professionisti e a tutti quelli che non fanno comunicazione.

Già, un libro di comunicazione per chi comunicazione non la fa direttamente, ma deve decidere se scendere o meno in un campo in cui tutti stanno giocando, ma di cui pochi conoscono le regole. E sono regole decise non dagli attori in gioco, ma dal proprietario del terreno di gioco che le cambia (eccome se le cambia!) a seconda di come gli torna utile per piazzare pubblicità a chi precedentemente ha profilato. In un volume agile e di facile lettura, si alternano le voci dei due autori e gli interventi di altri esperti nei settori in cui i social network hanno modificato radicalmente le cose. Elia Belli parla dei fantomatici algoritmi e di quanto ne siamo schiavi; Guido Mariani elenca i grandi epic fail nella storia dei social, dalla politica ai grandi brand; Roberta Franceschetti affronta il delicato tema degli adolescenti e dei nuovi modelli di apprendimento; Arianna Girard tratteggia la psicologia delle imprese, oggi travolte dal vortice comunicativo.

Se a un primo acchito l’istinto può essere quello della fuga dai social, in realtà il libro è una guida all’uso consapevole degli strumenti, siano essi usati per posizionarsi in un certo segmento di mondo, per costruirsi una socialità adulta o scolare o per tentare di vendere il proprio prodotto sul mercato. Da non perdere l’affondo sui social network per appuntamenti online, in cui emerge tutta la nostra debolezza e tutta la forza del sistema. Ma è l’ultimo capitolo, quello che contiene una “proposta per la nuova era”, la chiave de libro: anteporre la riflessione all’azione e alla comunicazione, una riflessione consapevole e lucida, che sempre più spesso è data per scontata. Bastano pochi passi ben fatti per riprendere in mano le redini del gioco. Dunque l’ennesimo manuale? No! Più che altro uno scritto intelligente che ci aiuta a riflettere sulle azioni che compiamo, per lo più in modo inconsapevole, davanti allo schermo di un computer o, sempre più spesso, di uno smartphone. “Impieghiamo ore a decidere contenuti che altri leggeranno mentre sono seduti sul proprio cesso di casa”: l’ora della ricreazione è finita, ritornare a esprimersi al di fuori delle regole, o almeno consapevoli delle regole scritte da altri, sarà la vera chiave di questa nuova rivoluzione digitale.