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Dai monili del '700 a quelli unisex: i gioielli maschili fra storia e costume

L'esposizione, a ingresso libero, illustra l'evoluzione dello stile insieme alla moda

Dai monili del '700 a quelli unisex: i gioielli maschili fra storia e costume
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Una mostra dedicata ai gioielli da uomo che si apre oggi insieme alla settimana della moda (ma che si potrà visitare liberamente fino al 27 settembre) è l'occasione per riflettere sul valore che gli oggetti hanno per noi e come è cambiato il significato nel tempo. "The Gentleman - Stile e gioielli al maschile" a palazzo Morando (via Sant'Andrea 6) è allestita in un momento di grande crescita per il museo dedicato alla Moda e al Costume. "Abbiamo quadruplicato gli ingressi nel giro di due anni - ha detto orgoglioso il direttore Gianfranco Maraniello - Presto inaugureremo qui una caffetteria".

L'ornamento maschile, dunque. Non solo come si è diversificato in varie epoche ma anche nel suo rapporto con gli abiti. "In questo momento storico il gioiello riprende il suo ruolo da protagonista, l'esposizione risponde alle richieste d'attenzione del pubblico - ha detto l'assessore alla Cultura Tommaso Sacchi - Confermiamo inoltre la vocazione di questo luogo come spazio di riferimento per il Costume. A tutti gli effetti è un museo civico e ci eravamo prefissi di portare qui la riflessione culturale".

Troviamo anelli, fibbie, gemelli, pendenti, documenti d'epoca e abiti. Ci sono i prestiti di enti prestigiosi e di famosi nomi della gioielleria come Buccellati, Bulgari, Cartier e Damiani, varie realtà creative artigianali come Cusi di Corso Monforte, Grimoldi, Margherita Burgener, Milano Jewels e Lucilla Giovanninetti. "Gioielli e vestiti sono stati un simbolo importante - ha spiegato Emanuela Scarpellini, docente di Storia della Moda all'Università Statale - Ciò che si indossava raccontava del proprio status, pensiamo agli aristocratici, ai borghesi e al popolo (quest'ultimo non aveva monili, se non simboli religiosi). Il sovrano è sempre rappresentato con la corona, era dunque un gioiello a indicarne il ruolo. Anche gli ordini religiosi o militari avevano i propri monili di appartenenza. E, per molto tempo, vi erano differenze anche nelle età. La donna giovane non avrebbe mai potuto indossare qualcosa di sontuoso. Da anziane, poi, si doveva tornare agli oggetti sobri, vi erano pure i gioielli del lutto".

Non è tutto. Le gioie hanno sempre avuto un genere, c'erano quelle maschili e quelle femminili, "le più importanti sono sempre state quelle maschili per i loro riferimenti al potere". Fino al '700 gli uomini erano più ingioiellati delle donne, si vedono fibbie con pietre preziose per scarpe e cinture, catene d'oro per orologi e tabacchiere, ritratti o stemmi incorniciati d'oro o di smalto colorato. L'Ottocento è stato, invece, caratterizzato dalla sobrietà: bottoni, spille da cravatta, tutt'al più le impugnature dei bastoni da passeggio impreziosite. Ammesso anche l'orologio prezioso perchè, segnando il tempo, evocava il lavoro. Poi c'è stata l'eleganza della Belle Époque, l'uso di perle, diamanti e ricami; il periodo Déco che comprendeva i gioielli degli anni Venti e Trenta realizzati con diversi materiali, platino, oro, pietre preziose e semi preziose, onice e perle.

"Fino a ieri gli uomini che indossavano gioielli sembravano stravaganti, oggi cantanti e attori li stano riportando in

auge - ha ricordato Scarpellini - e la nostra città è sempre stata un centro di produzione gioielliera". Morale: ammiriamo i gioielli perchè sono belli e perchè hanno una storia, ci aprono più di una finestra sul passato.

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