Dai Trasporti a paladino dei pendolari

Eletto otto volte alla Camera, trent’anni di attività legislativa, quattro volte ministro, ultimo segretario del Partito Liberale, innumerevoli incarichi istituzionali. E oggi Raffaele Costa, a 73 anni, dismessi i panni di presidente della Provincia di Cuneo, non ha esaurito la passione politica: nella nuova carica di presidente dell’Ufficio del Difensore Civico nazionale del Pdl Costa porta avanti con umiltà le stesse battaglie - in piccolo - che combatteva tra i banchi di Montecitorio. «Come potrò con le mie modeste forze riuscire a far valere tanti diritti accantonati per via dell’eccesso burocratico?» si domandava a metà giugno, all’epoca dell’insediamento. Si è risposto da solo. E l’ultima battaglia nella quale è sceso in campo riguarda i diritti dei pendolari della tratta Cuneo-Torino. Lui, un tempo ministro dei Trasporti, ora si occupa dei trasporti. Nello specifico di treni in ritardo e carrozze sporche. E lo fa da par suo, ovvero chiamando in causa ministri (Matteoli) e presidenti (Marco Zanichelli, di Trenitalia).
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