Dalle streghe ai Moti Dieci anni di «ripassi»

Hanno esordito con le streghe, quelle dell’anno di grazia 1598, braccate dall’Inquisizione: le riportarono in piazza Sordello e le riprocessarono. Era il 1998 e Appi apriva i battenti con la sua mission di portare la Storia in teatro.
«Dal teatro greco a quello di Shakespeare i miti e le vicende collettive servono a creare una coscienza», spiegano Giorgio Galli e Paolo Zenoni. L’associazione Appi da allora lavora su progetti e con budget sempre più risicati: se all’epoca del vecchio conio uno spettacolo veniva prodotto con 150 milioni, oggi non si riesce a mettere insieme mai più di 80 mila euro. Fondamentale il ruolo della Fondazione Cariplo in molte delle produzioni mentre protagonista di tante delle piéce è la città di Milano: da Carlo Cattaneo portato in scena sotto l’Arco della Pace nel 2001 a «L’ultima domenica di carnevale», dedicata ai moti mazziniani e rappresentata al Museo di Storia Contemporanea. Alle donne al voto è stata invece dedicata nel 2006 «Stringevamo quelle schede come lettere d’amore».

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