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La debolezza di Macron

L'ultimo ad aver risposto scompostamente alle dichiarazioni - certamente né amichevoli, né cordiali - del presidente statunitense, è stato Emmanuel Macron

La debolezza di Macron
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L'Europa, come è ormai evidente, ha una lunga serie di problemi. Almeno su questo, per una volta, sembrano tutti concordare. Il vero tema è dare loro una priorità e Donald Trump, a dispetto di quello che pensa l'Europa che si piace ma non piace agli europei, non è il primo dei problemi ma, ammesso che lo sia, semmai l'ultimo. Non foss'altro per il positivo effetto collaterale delle sue politiche un po' bislacche: aver risvegliato all'età adulta - quindi della responsabilità - un'Unione Europea eternamente sprofondata in uno spirito adolescenziale e svagato.

L'ultimo ad aver risposto scompostamente alle dichiarazioni - certamente né amichevoli, né cordiali - del presidente statunitense, è stato Emmanuel Macron che, parlando davanti alla platea del forum di Davos, ha tirato in ballo l'imperialismo e il bullismo della Casa Bianca. Il problema non è tanto la predica quanto il pulpito. Perché Macron è l'emblema di quell'Europa debole, lontana dai veri interessi del continente e slacciata da cittadini ed elettori che ha portato l'Unione alla situazione attuale. È uno degli artefici della non incisività e dei bizantinismi della Ue, non è certo il suo salvatore. Non solo: le parole dell'inquilino dell'Eliseo non sono né rivolte a Washington né a Bruxelles, ma piuttosto a Parigi. Parla a nuora per far intendere a suocera. Macron fa la voce grossa con Trump perché in patria è schiacciato tra crisi istituzionali ed economiche che la Francia prima non aveva mai conosciuto. Così, in preda a fremiti napoleonici, pensa di esprimersi a nome di tutta l'Unione Europea, quando in realtà non parla nemmeno a nome della maggioranza dei suoi concittadini. Giusto due dati.

Secondo un sondaggio dello scorso settembre, realizzato da Verian Group e pubblicato su Le Figaro, il presidente francese è sprofondato a un indice di gradimento dell'11 per cento, il più basso negli ultimi cinquant'anni di storia repubblicana. Di contro nei sondaggi vola il Rassemblement National di Jordan Bardella e tracolla Renaissance di Macron. Attacca i sovranisti americani sperando di tenere a bada quelli di casa propria. Altro che europeismo.

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