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Il design etico di Porta Venezia tra palazzi storici e sedi insolite

Il distretto si amplia da via Senato ai confini di Città Studi. Installazioni immersive, esperienze sinestetiche e sportive

Il design etico di Porta Venezia tra palazzi storici e sedi insolite
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Porta Venezia Design District si espande in modo tentacolare da via Senato fino a via Padova per passare da Città Studio. Per la Milano Design Week, presenta "Design is Act", omaggio al pensiero di Tomás Maldonado, figura centrale del design del Novecento che ha restituito al progetto una dimensione etica, culturale e politica. Per Maldonado il design non è mai un semplice esercizio formale, ma un atto di responsabilità e consapevolezza. In questa prospettiva "Design is Act" diventa un invito a considerare il design come azione: un gesto capace di connettere pensiero e materia, memoria e futuro, immaginazione e impatto reale.

Dopo il successo della scorsa edizione, il distretto inaugura Città Studi Design Hub, un nuovo polo che estende il raggio d'azione della Zona verso l'area universitaria, attivando un dialogo inedito tra design, ricerca e formazione. Il debutto è segnato da una grande installazione site-specific nella Piscina Romano, su cui si affacciano le finestre del Politecnico. Disegnata da Luigi Secchi nel 1929 la Romano fa da scenario per "Over and Over and Over and Over", del duo 6:AM. Dopo l'esperienza della scorsa edizione alla piscina Cozzi, Edoardo Pandolfo e Francesco Palù, founder di 6:AM, danno vita a un'installazione che vede il vetro, in tutte le sue variazioni, protagonista dello spazio minimal. E allora ecco i vetri smerigliati, ma anche lisci, colorati, bianchi, lucenti e opachi creano atmosfere surreali e un po' tetre, grazie anche alla sound installation di Invernomuto.

Tornando alle location più classiche il cortile degli Archivi di Stato di via Senato 10 ospita koda con "Ooooh, that's EpiQ!", installazione gonfiabile che invita a guardare il design con uno sguardo giocoso e curioso. Forme morbide e volumi colorati si espandono nello spazio creando un paesaggio dinamico e sorprendente, tutto da vivere. Nel corner interattivo il visitatore si mette in gioco interagendo con il software che trasforma il corpo in un modellino di plastilina in movimento.

Un altro cortile, qualche civico più in là: Palazzo Molteni, edificio neoclassico, rivisitato in stile Liberty nel 1922 da Giuseppe Mentasti e Stefano Lissoni, diventa "Responsive Nature". Elisa Ossino Studio crea per Molteni&C un percorso sinestetico attraverso sei mondi botanici profondamente diversi tra loro, che spaziano da ambienti fantastici a scenari naturali, stimolando una riflessione sul rapporto tra uomo e natura.

A Palazzo Serbelloni, in corso Venezia 16, Louis Vuitton presenta la collezione "Objets Nomades", una serie di arredi e oggetti in edizione limitata realizzati in collaborazione con designer internazionali. L'edizione 2026 guarda all'eredità dell'Art Déco e in particolare alla figura di Pierre-Émile Legrain, decoratore e illustratore francese che negli Anni Venti collaborò con la Maison firmando il suo primo mobile: una toeletta in ebano laccato oggi rieditata in versione speciale.

Andando verso corso Indipendenza Garage 21 (via Archimede 26) presenta l'"Asics Kinetic Playscape", firmato NUOVA, studio di ricerca e design. Mettetevi l'ultimo modello di sneaker e provate l'esperienza. Le scarpe diventano un dispositivo esperienziale che traduce il concetto di movimento in forma e funzione, immersi nella musica curata da Mateo Garcia.

Attraverso i cinque ambienti distinti, ognuno concepito come uno stato dell'essere, dalla dimensione più terrena e materica - la stanza con il pavimento di dune di sabbia - fino a una sensazione di leggerezza quasi sospesa, il Playscape costruisce una progressione sensoriale che riflette il legame tra attività fisica e benessere mentale. Alla base di tutto, un dato semplice: bastano poco più di quindici minuti di movimento per influenzare positivamente la mente.

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