Dialetti a scuola, Lega: "Pronta la bozza di legge"

Il Senatùr: "Quando cantiamo
il <em>Và pensiero</em>, tutti lo sanno, non come quello italiano che nessuno
conosce&quot;. Poi avverte: &quot;Vogliamo
lanciare un messaggio a Roma: non esagerare&quot;. Pronta la bozza di legge sui dialetti. Ma <strong><a href="/a.pic1?ID=374521">il Pdl non ci sta: &quot;Non lo voteremo&quot;</a></strong>

Ponte di Legno - "Quando cantiamo il nostro inno, il Và pensiero, tutti lo cantano perché tutti conoscono le parole, non come quello italiano che nessuno conosce". Parlando alla festa della Lega di Ponte di Legno il ministro delle Riforme, Umberto Bossi, torna ancora una volta a parlare di autonomia delle regioni dopo che, nei giorni scorsi, il Carroccio aveva presentato in Parlamento una proposta di legge per inserire nella Costituzione gli inni e le bandiere regionali. Secondo il Senatùr, infatti, "il nuovo potere e il Barbarossa oggi abitano a Roma. Vogliamo lanciare un messaggio a Roma ladrona: non esagerare".

Il simbolo del potere "Il nuovo potere e il Barbarossa oggi abitano a Roma e con questo film vogliamo lanciare un messaggio a Roma ladrona: non esagerare", ha poi affermato Bossi dopo la proiezione di un trailer sul film Barbarossa che verrà proiettato in anteprima il 2 ottobre al Castello Sforzesco a Milano. Bossi, che non ha nascosto la commozione per le scene delle battaglie, dal palco della festa della Lega ha invitato a partecipare alla prima del film: "Vi regaleranno un libro che metterete nel posto più bello della vostra casa e quella serata non la dimenticherete. Ci saranno ambasciatori, consoli e tanti personaggi che di solito vedete solo sui giornali. Resterete a bocca aperta". "Vedrete - ha proseguito dopo un lungo racconto storico sulla Lega Lombarda - la storia del grande popolo padano che è sempre stato schiacciato dal dominio del centralismo romano".

La bozza della legge sui dialetti "L’anno scorso a Ferragosto ho portato la bozza del federalismo fiscale che in meno di un anno è diventata legge. Oggi Bossi ha in mano la bozza di legge sui dialetti e vi garantisco che non durerà tanto di più per diventare legge". Il ministro per la semplificazione, Roberto Calderoli, ricorda come nel 2006 il Carroccio aveva "presentato una proposta di legge costituzionale perché ci fosse la tutela delle lingue locali e dei dialetti e anche della lingua italiana. Oggi infatti la lingua italiana è il dialetto romanesco che ci passa la Rai". Calderoli è, quindi, ritornato sulla polemica delle scorse settimane sull’esame di dialetto per gli insegnanti: "Noi vogliamo un esame per far sì che chi prende 110 e lode a Reggio Calabria venga riqualificato rispetto all’80 che arriva a Milano o a Brescia".

Apprezzamenti per Napolitano Nei giorni scorsi aveva già espresso il suo apprezzamento per Pierluigi Bersani, candidato alla segreteria del Pd. Oggi non ha nascosto la sua ammirazione per il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. "Preferisco Napolitano a Ciampi - ha detto il ministro leghista - Napolitano è sempre stato ragionevole, non si è mai opposto al governo". Bossi ha, quindi, ricordato che con il capo dello Stato è stato possibile dialogare. "E' una cosa importante - ha detto il Senatùr - perché è lui che firma le leggi. Per fortuna che il governo non l’ha mai avuto contro. Il presidente della Repubblica deve essere il più possibile neutro".

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