Una squadriglia di F-16 Viper dell’Aviazione statunitense equipaggiata con particolari pod per la guerra elettronica è stata osservata mentre faceva rotta verso il Medio Oriente e, per questo, immediatamente associata alle possibili operazioni militari che potrebbero mettere nel mirino gli asset dell’Iran, impegnato in un delicato negoziato con la Casa Bianca per il futuro del proprio programma nucleare e missilistico, considerato dagli occidentali un elemento destabilizzante per l’intera regione.
Questi “super pod” - denominati Angry Kitten - fornirebbero un’ulteriore capacità nell’ambito della guerra elettronica che aprirebbe la strada a ogni tipo di operazione militare condotta dalla forza aerea che gli americani stanno dispiegando nella regione, sommandosi a quella degli Ea-18 Growler della Us Navy, imbarcati sulle portaerei e schierati nelle basi di terra, e agli Ea-37 Compass Call. Gli Angry Kitten racchiudono un sistema di guerra elettronica che aiuta l’attaccante a proteggersi dalle minacce antiaeree e, nel caso di un raid aereo, vedrebbe il suo primo impiego in combattimento.
Gli aerei da combattimento che trasportano questo particolare e riconoscibile pod sono incaricati delle missioni condotte dalle “Wild Weasel”, caccia specializzati che svolgono un ruolo rilevante nella soppressione delle difese aeree nemiche, aprendo la strada ai cacciabombardieri dopo aver disturbato i sistemi o eliminato i radar avversari con missili anti-radiazione ad alta velocità come gli Agm-88, uno dei principali missili impiegati dagli aerei statunitensi nelle missioni di soppressione e distruzione delle difese aeree nemiche (Sead/Dead). Lo schieramento di un’intera squadriglia di Wild Weasel rappresenta un’ulteriore risorsa nel caso in cui i prossimi negoziati non conducano verso la sperata de-escalation.
Lo stormo di F-16 Viper, ognuno con il suo “Angry Kitten” agganciato sull’attacco ventrale, è stato avvistato mentre era in volo attraverso l’Atlantico, accompagnato da un aereo cisterna KC-46 Pegasus.
Negli scorsi giorni il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che avrebbe riferito ad alcuni dei suoi consiglieri di essere “propenso a condurre un attacco iniziale contro l’Iran nei prossimi giorni” con lo scopo di dimostrare agli iraniani che alla Casa Bianca fanno sul serio, e che per questo devono rinunciare alla costruzione di un’arma nucleare. Ha dichiarato: “Farebbero meglio a negoziare un accordo equo”.
L’Amministrazione Trump sta cercando una risoluzione diplomatica dell'attuale crisi per raggiungere un “deal” e arginare il programma nucleare e missilistico dell’Iran, che intende privare dell’uranio altamente arricchito con la garanzia che non ci sia alcuna intenzione di associarlo a testate con cui equipaggiare missili balistici intercontinentali, ma sta ancora osservando con attenzione gli sviluppi interni alla Repubblica Islamica e la fase di destabilizzazione che ha interessato questi ultimi mesi.
Ormai le “opzioni militari” fornite dal Pentagono sono sulla scrivania della Casa Bianca da settimane, e prevedono senza alcun dubbio un attacco elettronico a vari livelli per inibire le capacità della difesa antiaerea di Teheran e lasciando via libera alla forza d’attacco principale che potrebbe colpire gli obiettivi prefissati, con o senza la collaborazione degli israeliani, siano essi infrastrutture critiche, installazioni militari o target di alto livello come le figure apicali nella catena di comando del Corpo delle Guardie della
Rivoluzione. In tutti questi casi, i piloti degli F-16 Wild Weasel, che sono solo una piccola parte delle capacità di guerra elettronica schierate dalle forze armate statunitensi, potrebbero essere tra i primi ad entrare in azione.