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Gli Usa accelerano verso la guerra del futuro: rivoluzione nel procurement militare

Gli Stati Uniti accelerano la riforma della difesa: meno burocrazia, decisioni centralizzate e più spazio all’industria privata per sviluppare e schierare rapidamente nuovi sistemi d’arma

Gli Usa accelerano verso la guerra del futuro: rivoluzione nel procurement militare

Gli Stati Uniti stanno rapidamente compiendo degli importanti passi per prepararsi un'eventuale conflitto su vasta scala. Il 9 gennaio il Dipartimento della Guerra ha emesso un memorandum d'azione che intende snellire le pratiche burocratiche al fine di trasformare l'ecosistema dell'innovazione della difesa per accelerare il vantaggio in combattimento. Il Dipartimento sostanzialmente vuole trasformare il modo in cui combatte, acquista e costruisce sistemi d'arma con un provvedimento che si somma a quelli già intrapresi, che vedono ad esempio la razionalizzazione del procurement militare e l'implementazione dei meccanismi di gestione anche attraverso l'utilizzo di intelligenza artificiale per velocizzare la messa in servizio di nuovi armamenti.

Il memorandum parte dalla considerazione che l'ecosistema di innovazione rimane un groviglio di organizzazioni sovrapposte e autorità confuse, soluzioni alternative pensate per aggirare sistemi ormai obsoleti. Ci sono molteplici organizzazioni che lottano per la stessa missione. L'industria si trova di fronte a un labirinto di porte d'ingresso concorrenti. I consigli proliferano mentre la responsabilità si disperde. Questa disfunzione deriva da un modello lineare che scandisce il progresso attraverso fasi sequenziali, come se la tecnologia maturasse su un nastro trasportatore prevedibile.

Il Dipartimento della Guerra afferma a chiare lettere che “velocità e adattamento vincono” e per raggiungere questo cambiamento epocale, che si è visto solo durante l'ultimo conflitto mondiale, serve unificare l'ecosistema dell'innovazione sciogliendo il Defense Innovation Steering Group, il Defense Innovation Working Group e il Chief Tecnology Officer Council (CTO). Al loro posto, il CTO convocherà un CTO Action Group per assisterlo nel processo decisionale, rimuovere gli ostacoli burocratici, responsabilizzare i leader e, soprattutto, fornire rapidamente nuove innovazioni ai membri delle forze armate.

Qusta riorganizzazione e si articola su tre punti: il Dipartimento deve sostenere gli investimenti nell'innovazione tecnologica nel settore della difesa, dove non esiste un mercato su larga scala, con l'assunto che la ricerca alimenta questo lavoro e deve rimanere aperta al più ampio scambio scientifico; bisogna sfruttare la creatività e la spinta degli imprenditori e dei mercati americani, che attingono all'abbondante tecnologia commerciale e a duplice uso per creare prodotti affidabili destinati alla produzione in serie abbandonando il semplice chiedere alle aziende di costruire secondo le specifiche; si deve combinare tecnologie e armi con tattiche e dottrine per creare nuovi modi di combattere che creino un vantaggio asimmetrico abbandonando il concetto di “superarma” che non crea nessun effettivo vantaggio sul campo di battaglia, ma personale qualificato deve trovare applicazioni dirompenti di capacità nuove ed esistenti che sorprendano, superino, prevalgano e fungano da deterrente.

Tutto farà capo al Sottosegretario alla Guerra per la Ricerca e l'Ingegneria che definirà la direzione tecnica per l'intero Dipartimento, dirigerà l'allineamento degli sforzi di ricerca in tutte le componenti del Dipartimento della Guerra e guiderà l'ecosistema dell'innovazione. Le varie forze armate gestiranno “l'ultimo miglio” del procurement e il nuovo ecosistema difesa le metterà in grado di ottenere l'equipaggiamento in tempi brevi.

Il Dipartimento presenterà all'industria chiari segnali di domanda attraverso due canali complementari: il Mission Engineering and Integration Activity (MEIA) che spiegherà all'industria cosa si cerca di fare in base alle problematiche individuate e il Defense Innovation Unit (DIU) che interverrà congiuntamente all'industria per quanto riguard i prodotti e le priorità di adozione, aiutando gli uffici di programma ad adottare meglio ciò che l'industria ha costruito.

Entro 180 giorni, e successivamente con cadenza annuale, il CTO, con il supporto degli assistenti segretari alla guerra più idonei, condurrà una revisione della strategia e del portafoglio per diverse organizzazioni tra cui la DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) e lo stesso DIU per garantire che ciascuna di esse si guadagni il proprio posto nell'ecosistema difesa attraverso un impatto comprovato sul vantaggio operativo.

Riassumendo gli Stati Uniti hanno compiuto due passi molto importanti: il primo è la centralizzazione e la razionalizzazione della catena decisionale del procurement, il secondo è la maggiore apertura verso l'iniziativa privata. Questi sono passaggi fondamentali che dovrebbero essere presi anche in ambito europeo dove purtroppo si assiste ancora alla diversificazione delle piattaforme determinata da un procurement non unificato nonostante gli sforzi in tal senso che il piano Rearm Europe si era prefissato di portare a compimento.

La velocità della messa in servizio di nuovi sistemi d'arma è essenziale per avere un vantaggio in caso di conflitto su vasta scala, e in questo senso l'iniziativa privata va sostenuta in modo che possa sviluppare liberamente nuovi prodotti senza i vincoli burocratici e dei requisiti fissati dal classico metodo di procurement militare. Saranno poi le varie forze armate a determinare se quel particolare sistema d'arma sia utile o meno, ma intanto questa metodologia è funzionale ad avere velocemente nuovi armamenti in caso di necessità.

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