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La Cina ha spostato le portaerei: cosa svelano le immagini satellitari

Tutte e tre le portaerei cinesi sono state individuate in basi nazionali, mentre Pechino espande la sua potenza navale nel Pacifico occidentale

La Cina ha spostato le portaerei: cosa svelano le immagini satellitari
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Le ultime immagini satellitari hanno rivelato che tutte e tre le portaerei cinesi sono attualmente posizionate presso basi navali nazionali, dopo un 2025 caratterizzato da un'intensa attività nel Pacifico occidentale. Nello specifico, la CNS Liaoning e la CNS Fujian sono state individuate presso la base di Yuchi, nel nord-est del Paese, mentre la CNS Shandong si trova a Yulin, nel sud. Ebbene, questo dispiegamento fa parte della strategia di Pechino volta a rafforzare la propria presenza marittima nella regione. Ricordiamo che la Cina gestisce oggi la flotta più grande al mondo per numero di unità, con oltre 370 navi, e punta a costruire sei portaerei aggiuntive entro il 2035, raggiungendo un totale di nove, secondo l’ultimo rapporto del Pentagono sui progressi militari cinesi.

La Cina "scalda" le sue portaerei

Nel corso dell’anno scorso, la flotta di portaerei ha raggiunto traguardi significativi: la CNS Liaoning e la CNS Shandong sono state dispiegate simultaneamente a est della cosiddetta prima catena di isole, mentre la CNS Fujian, la più avanzata, è entrata in servizio a novembre. Secondo quanto riportato da Newsweek, le immagini catturate dai satelliti Sentinel-2 dell’Agenzia Spaziale Europea mostrano chiaramente la CNS Liaoning e la CNS Fujian ormeggiate presso la base di Yuchi a Qingdao, sul Mar Giallo. La Fujian si trova invece alla base di Yulin, vicino a Sanya, a nord del Mar Cinese Meridionale, dopo aver attraversato lo Stretto di Taiwan. Non è chiaro quanto tempo trascorrerà prima che la Fujian rientri al sud; potrebbe partecipare a esercitazioni con la Liaoning per affinare le proprie capacità operative.

Nel frattempo, la Shandong è stata osservata a Yulin, una base strategica che permette a Pechino di proiettare potenza nel citato Mar Cinese Meridionale, in un contesto di tensioni territoriali persistenti. La flotta americana risponde con la sua presenza nella regione: la portaerei USS Abraham Lincoln, basata sulla costa occidentale degli Stati Uniti, ha operato nel Mar Cinese Meridionale insieme ai cacciatorpediniere Frank E. Petersen Jr., Michael Murphy e Spruance; mentre la portaerei USS George Washington, stazionata a Yokosuka, in Giappone, è rimasta ormeggiata in loco dal 11 dicembre.

La corsa alla supremazia navale

Come fa notare ancora Newsweek, analisti navali come Alex Luck evidenziano come la Cina, con tre portaerei operative, sia diventata il secondo Paese al mondo per numero di portaerei, pur mantenendo un significativo divario rispetto agli Stati Uniti. La US Navy, da parte sua, ha sottolineato che le operazioni della 7th Fleet nel Pacifico Indo-Occidentale servono a "dissuadere l’aggressione, rafforzare alleanze e partnership e promuovere la pace attraverso la forza".

Resta da vedere quando la Marina cinese effettuerà il primo dispiegamento nell’ampio Pacifico occidentale nel 2026, una mossa che sarà attentamente monitorata dagli Stati Uniti e dai loro alleati regionali.

Nel frattempo, le immagini satellitari continuano a fornire un quadro chiaro dell’espansione navale cinese, confermando il ritmo serrato con cui Pechino cerca di consolidare la propria influenza marittima e proiettare potenza in un’area di crescente tensione geopolitica.

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