La Cina continua a rafforzare le proprie capacità aeronavali con l’H-6J, bombardiere marittimo pensato per operazioni a lungo raggio e per il controllo degli spazi oceanici strategici. Si tratta di una delle versioni più evolute della famiglia H-6, piattaforma che rappresenta ancora oggi l’ossatura della forza bombardieri dell’Aeronautica dell’Esercito Popolare di Liberazione (PLA). Nello specifico, l’H-6J si inserisce in una strategia più ampia di deterrenza e proiezione di potenza, soprattutto in scenari ad alta tensione come il Mar Cinese Meridionale e lo Stretto di Taiwan.
Il nuovo bombardiere cinese
Secondo quanto riportato dal South China Morning Post, l’elemento distintivo dell’H-6J rispetto alle altre varianti è la presenza di due pod da ricognizione esterni, che ne ampliano in modo significativo le capacità di individuazione dei bersagli marittimi. Analisti militari cinesi hanno spiegato che questi sistemi funzionano come una vera e propria “coppia di occhi aggiuntivi”, permettendo all’aereo di scoprire obiettivi a distanze maggiori e su aree più vaste rispetto a quanto consentito dal solo radar di bordo.
L’H-6J è una versione navale dell’H-6K ed è progettato principalmente come arma antinave, un ruolo considerato cruciale per scoraggiare la presenza di unità navali avversarie in diversi scenari di crisi. Negli ultimi anni l’H-6J è stato impiegato in esercitazioni nel Mar Cinese Meridionale, area in cui le rivendicazioni territoriali di Pechino si sovrappongono a quelle di altri Paesi, in particolare le Filippine. L’aereo è in grado di trasportare missili da crociera antinave supersonici YJ-12, con una gittata stimata intorno ai 400 chilometri, rendendolo una piattaforma chiave per attacchi di precisione a lungo raggio.
Secondo la televisione di Stato CCTV, l’H-6J è ormai considerato una forza centrale nelle operazioni aeronavali cinesi. Il ministero della Difesa di Pechino ha confermato ufficialmente l’entrata in servizio del velivolo nel 2020, quando alcuni esemplari assegnati al Comando del Teatro Meridionale della Marina furono mostrati durante un’esercitazione. Rispetto al precedente H-6G, la capacità complessiva di armamento sarebbe raddoppiata, mentre il raggio di combattimento sarebbe aumentato di circa il 50%, arrivando a circa 3.500 chilometri. Un miglioramento importante riguarda anche i punti d’attacco alari, passati da sei a otto, che consentono una maggiore flessibilità nel carico bellico.
Un velivolo strategico
Gli esperti sottolineano come i pod di ricognizione non servano solo a “vedere più lontano”, ma anche a fornire indicazioni di tiro più precise per i missili, aumentando l’efficacia degli attacchi a lunga distanza. In tempo di pace, queste stesse capacità permettono all’H-6J di svolgere missioni di sorveglianza marittima e raccolta di informazioni, conferendogli un profilo realmente multiruolo.
L’H-6J ha sfilato insieme alle altre varianti moderne della famiglia - H-6K e H-6N - durante la maxi parata militare andata in scena a Pechino nel settembre scorso. L’H-6N, in particolare, è noto per la capacità di trasportare il missile balistico aviolanciato Jinglei-1, dotato di capacità nucleare. Tutte queste versioni derivano da una piattaforma storica, basata sul sovietico Tupolev Tu-16, ma profondamente aggiornata con avionica, motori e armamenti moderni.
Last but not least, la presenza dell’H-6J si
inserisce infine in un più ampio sforzo cinese volto a rafforzare la propria postura di anti-access/area denial (A2/AD), cioè la capacità di tenere lontane forze navali avversarie da aree considerate vitali.
New details of China’s H-6J maritime strike bomber: more vision, more range, more roles
— Mike Alderson FRSA (@OpenEyeComms) January 21, 2026
China’s H‑6J maritime strike bomber, equipped with two reconnaissance pods, indicates it has enhanced long-range strike capabilities while supporting peacetime maritime surveillance,… pic.twitter.com/RsZV9y41OM