La Cina sembra essere vicina a uno dei traguardi più ambiziosi della sua industria aeronautica militare: l’integrazione operativa del motore WS-15 sui caccia stealth J-20A. Le immagini e i filmati diffusi nelle ultime settimane mostrano una versione aggiornata del principale caccia di quinta generazione di Pechino impegnata in test di volo avanzati, un segnale che il programma starebbe entrando in una fase cruciale. Il J-20A rappresenta l’evoluzione del J-20 entrato in servizio nel 2017 e incorpora modifiche significative alla cellula, all’avionica e soprattutto alla propulsione. Il WS-15, sviluppato interamente in Cina dopo anni di ritardi e difficoltà tecniche, è considerato il tassello mancante per consentire al velivolo di esprimere appieno le sue potenzialità, avvicinandolo – almeno sulla carta – alle prestazioni dei pari ruolo statunitensi come l’F-22 e l’F-35. Per Pechino, si tratta non solo di un progresso tecnologico, ma anche di un passo simbolico verso l’autosufficienza militare, riducendo la dipendenza da motori di origine russa che avevano caratterizzato le prime fasi del programma.
Caccia potenziati
Secondo quanto rivelato dal South China Morning Post, che ha analizzato i filmati ufficiali diffusi dalla Chengdu Aircraft Corporation e rilanciati dall’agenzia Xinhua, almeno tre J-20A avvistati in una livrea giallo-verde con primer anticorrosione sarebbero entrati nella fase di test pre-consegna, un passaggio che normalmente precede l’immissione in servizio. Questo dettaglio ha alimentato l’ipotesi che i velivoli siano già equipaggiati con il WS-15 ad alta spinta.
Le immagini mostrano anche un cambiamento evidente nella fusoliera, con una “dorsal spine” più pronunciata dietro l’abitacolo, soprannominata dagli analisti “fat neck”. Secondo fonti militari cinesi citate dal giornale, questa modifica servirebbe a ospitare avionica più avanzata, sistemi di guerra elettronica potenziati e una maggiore capacità di carburante.
Il WS-15, stando alle informazioni trasmesse dall’emittente statale CCTV, sarebbe in grado di generare fino a 18,5 tonnellate di spinta, un valore comparabile a quello del motore F135 dell’F-35 americano. Ciò consentirebbe al J-20A di mantenere il volo supersonico senza postbruciatore – la cosiddetta supercruise – a velocità attorno a Mach 1,8, con picchi teorici ancora più elevati.
Il Dragone stringe i muscoli
Il sito statunitense The War Zone aveva già segnalato nel 2024 la presenza di un prototipo di J-20A, identificato dal numero di serie 2052, che mostrava caratteristiche compatibili con l’installazione del WS-15. In tutto questo è importante sottolineare come il passaggio dai motori russi AL-31F – giudicati poco affidabili e insufficienti per un vero caccia di quinta generazione – ai propulsori nazionali rappresenti un salto qualitativo per l’aeronautica dell’Esercito Popolare di Liberazione.
In precedenza la Cina aveva adottato il WS-10C, un motore migliorato ma ancora considerato un compromesso, capace solo di una supercruise limitata. Secondo Defense News, il WS-15 potrebbe invece permettere al J-20A di operare con maggiore autonomia, miglior accelerazione e un carico bellico più flessibile, compensando l’aumento di resistenza aerodinamica dovuto alle modifiche strutturali.
Analisti come Song Zhongping e Fu Qianshao avvertono tuttavia che integrare un nuovo motore così potente comporta sfide complesse: bilanciare consumi, affidabilità e stress sulla cellula richiede anni di collaudi.
In ogni caso, se questi ostacoli saranno superati, il WS-15 non sarà solo il “nuovo cuore” del J-20A, ma un segnale che la Cina è pronta a competere ad armi pari nel ristretto club delle potenze capaci di progettare e produrre caccia di quinta generazione completamente domestici.