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"Giocatori di videogame nelle torri di controllo": ecco cosa succede negli Stati Uniti

Gamer sempre più ricercati dalle agenzie federali Usa. E anche l’esercito americano dà la caccia ai giovani nerd

"Giocatori di videogame nelle torri di controllo": ecco cosa succede negli Stati Uniti
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Gamer a raccolta negli States. La Federal Aviation Administration (Faa), l’ente federale dell’aviazione Usa, ha pubblicato venerdì un video spot su YouTube con l’intento di reclutare appassionati di videogiochi. Obiettivo: colmare la carenza nazionale di controllori del traffico aereo. La campagna pubblicitaria cerca di attirare gli appassionati di un settore considerato sempre meno di nicchia, attraverso grafiche accattivanti e la promessa di stipendi a sei cifre.

Da oltre un decennio Washington fatica a reclutare un numero sufficiente di operatori nelle torri di controllo, nonostante gli sforzi sin qui messi in campo dall’amministrazione Trump. La Faa ha aumentato di 300 unità il numero di controllori certificati da settembre 2024, portando il totale a oltre 11mila a livello nazionale. Secondo alcune stime il sistema aeroportuale necessiterebbe però di almeno 14mila controllori di volo. Una carenza che ha già provocato gravi criticità e disastri come nel caso della collisione a mezz’aria tra un aereo e un elicottero Black Hawk avvenuta nel gennaio dello scorso anno nei pressi del Ronald Reagan National Airport a causa della quale hanno perso la vita oltre 60 persone.

Di qui l’iniziativa che coinvolge i gamer americani (peraltro già sperimentata da Biden nel 2021). “Per raggiungere la prossima generazione di controllori del traffico aereo, dobbiamo adattarci”, ha dichiarato il segretario ai Trasporti Sean Duffy in un comunicato riportato dal New York Times. Concentrare gli sforzi di reclutamento tra i giocatori di videogame, ha spiegato Duffy, “permette di attingere ad una fascia demografica in crescita di giovani adulti che possiedono molte delle competenze tecniche necessarie per essere un controllore di successo”.

La Faa prevede di dare priorità al reclutamento di giocatori rispetto ai canali più tradizionali, forte del fatto che solo il 25% dei controllori di volo possiede una laurea mentre la stragrande maggioranza ha accumulato ore di gioco. Gli esperti di controllo aereo avvertono che anche se ci possono essere vantaggi quando si assume qualcuno con esperienza nel settore dei videogiochi, sono altrettanto importanti altre caratteristiche come l‘attitudine, la disciplina o la capacità di prendere decisioni sotto pressione. Oltretutto, non è detto che la campagna appena avviata sia sufficiente a risolvere i problemi di organico che affliggono il controllo del traffico aereo.

In effetti, la Faa ha precisato che si cominceranno a vedere dei progressi entro tre anni circa, sebbene sotto l’amministrazione Trump il tempo medio necessario per l’inserimento in servizio delle nuove reclute si sarebbe dimezzato passando da 13 mesi a circa sei mesi e mezzo. Anche il tasso di abbandono si sarebbe ridotto.

Intanto i gamer sono ambiti ormai anche da altre agenzie federali, tra cui il dipartimento per la Sicurezza interna e l’Immigration and Customs Enforcement (Ice) che ha fatto ricorso a meme familiari tra i giocatori allo scopo di reclutare agenti per le campagne di deportazioni. Non meno acceso l’interesse mostrato nei confronti di questa categoria di nerd da parte dei vertici delle forze armate, consapevoli che i conflitti si svolgono ormai in buona parte in remoto e richiedono nuove tipologie di soldati.

E se dunque prima erano giovani hacker (come nel caso del film Wargames) ad infiltrarsi nel mondo militare, adesso le incursioni procedono in senso opposto con elementi dell’esercito che si infiltrano nei videogame per dare la caccia ai soldati che combatteranno le guerre di domani.

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