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Un problema con gas e carburante: l'allarme sulle basi Usa Nel pacifico

Si segnalano rincari fino a 50 centesimi nelle basi Usa nel Pacifico per l’effetto delle tensioni in Medio Oriente sui prezzi globali del petrolio

Un problema con gas e carburante: l'allarme sulle basi Usa Nel pacifico
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Gli effetti nefasti della guerra in Iran si stanno riflettendo anche sulla vita quotidiana dei militari statunitensi all’estero. Nelle basi Usa nel Pacifico, infatti, i prezzi del carburante sono destinati a salire in modo significativo, segnalando un effetto immediato della crisi energetica globale sulle strutture militari. Questo aumento è ovviamente legato all’instabilità in Medio Oriente e alle conseguenze sui mercati petroliferi internazionali.

L’allarme sulle basi Usa

Secondo quanto riportato da Stars and Stripes, il costo della benzina nelle basi statunitensi in Giappone, Corea del Sud e Guam è aumentato di quasi 50 centesimi al gallone. Gli incrementi sono già entrati in vigore e riguarda sia la benzina standard sia quella premium, oltre al diesel, che registrerà rincari ancora più marcati.

In Giappone, inclusa Okinawa, il prezzo della benzina normale è salita fino a 3,559 dollari al gallone, mentre in Corea del Sud è passata da 3,099 a 3,589 dollari. A Guam, invece, si è arrivati a 3,619 dollari. Parallelamente, anche i carburanti di fascia più alta hanno subito rincari consistenti: fino a oltre 4,5 dollari al gallone per la premium.

Ancora più rilevanti gli aumenti del diesel, che in Giappone ha sfiorato i 5 dollari al gallone. Alla base di questi aumenti c’è l’impennata dei prezzi del greggio, avvicinatisi alla soglia dei 100 dollari al barile dopo una serie di attacchi iraniani contro navi mercantili nello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi chiave per il traffico petrolifero mondiale.

Gli effetti della crisi energetica

Come ha ben evidenziato il Wall Street Journal, episodi del genere hanno riacceso i timori per la sicurezza delle forniture energetiche globali, con effetti immediati sulle quotazioni internazionali.

Le conseguenze si fanno sentire anche sul piano operativo e sociale all’interno delle basi. Un militare intervistato a Yokota, vicino Tokyo, ha definito l’aumento “non ideale”, ricordando esperienze simili con carburanti costosi negli Stati Uniti.

Il sistema di determinazione dei prezzi, gestito dall’Army and Air Force Exchange Service, si basa infatti sulla media settimanale del Dipartimento dell’Energia statunitense, a cui si aggiungono i costi logistici specifici per le installazioni all’estero, come trasporto, infrastrutture e personale. Ebbene, questo meccanismo rende i prezzi particolarmente sensibili alle oscillazioni del mercato globale.

In un contesto di crescente instabilità

internazionale, gli aumenti registrati nel Pacifico rappresentano un indicatore concreto di come le crisi regionali possano avere ripercussioni immediate anche su realtà apparentemente distanti dal fronte.

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