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Il robot cingolato che spara missili anticarro: così la Nato cambia la guerra terrestre

Testato lo Ziesel con missili SPIKE LR dopo le lezioni dell’Ucraina. Il sistema punta a colpire mezzi corazzati riducendo l’esposizione dei soldati

Il robot cingolato che spara missili anticarro: così la Nato cambia la guerra terrestre
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L’Europa accelera sulla robotizzazione del campo di battaglia. Le lezioni emerse dal conflitto in Ucraina, unite alla vulnerabilità dei mezzi corazzati tradizionali contro droni e munizionamento di precisione, stanno spingendo le industrie della difesa occidentali verso sistemi autonomi sempre più avanzati. In questo quadro si colloca il programma congiunto tra Diehl Defence, RAFAEL Advanced Defense Systems ed EuroSpike GmbH, culminato nelle prime prove del veicolo terrestre senza equipaggio Ziesel armato con il missile anticarro SPIKE LR.

La campagna di test segna un passaggio importante nell’evoluzione delle dottrine operative NATO. L’obiettivo è aumentare la capacità offensiva riducendo al minimo l’esposizione diretta dei soldati nelle aree più pericolose del fronte, in scenari caratterizzati da elevata presenza di droni, guerra elettronica e sistemi di sorveglianza avanzati.

Cosa sappiamo

Gli esami valutativi si sono svolti nell’arco di cinque giorni e hanno previsto il lancio di 17 missili SPIKE LR da una piattaforma cingolata compatta senza equipaggio sviluppata da Diehl Defence. Il focus non era sulla precisione del sistema missilistico, già consolidata in ambito NATO, ma sulla capacità dell’armamento di resistere alle sollecitazioni del fuoco reale.

Nei sistemi unmanned terrestri di piccole dimensioni, l’integrazione di armamenti pesanti rappresenta ancora una delle principali sfide tecniche: rinculo, vibrazioni e shock meccanici possono influire su stabilità, sospensioni ed elettronica di bordo.

Secondo quanto comunicato dall’azienda tedesca, il mezzo ha completato l’intera campagna senza criticità strutturali rilevanti, mantenendo piena mobilità e continuità operativa.

Il risultato assume particolare rilevanza in una fase in cui la guerra terrestre sta evolvendo rapidamente. Il conflitto ucraino ha evidenziato il ruolo crescente dei droni FPV (First Person View) e dei sistemi ISR (Intelligence, Surveillance and Reconnaissance). In questo scenario, piattaforme unmanned come lo Ziesel vengono considerate sempre più utili per operare in ambienti ad alto rischio riducendo l’esposizione diretta del personale.

Dal supporto logistico al combattimento multiruolo

Il sistema era stato inizialmente concepito come piattaforma di supporto logistico e CASEVAC (evacuazione sanitaria in ambiente ostile). L’evoluzione delle esigenze operative ha portato a una riconfigurazione verso un impiego multiruolo con capacità di ingaggio.

La versione testata integra il pacchetto autonomo PLATON, che consente navigazione autonoma, controllo remoto e operatività semi-indipendente attraverso la gestione coordinata di sensori, movimento e pianificazione della missione.

La scelta del missile SPIKE LR rafforza ulteriormente questa impostazione: garantisce capacità anticarro a lunga distanza, guida elettro-ottica avanzata, modalità fire-and-forget e aggiornamento del bersaglio in volo.

Germania e Ucraina stanno già valutando il sistema per differenti scenari operativi. Kiev continua a rappresentare un laboratorio reale per lo sviluppo delle tecnologie unmanned occidentali.

Evoluzione dei sistemi terrestri unmanned

Il risultato della sperimentazione si colloca in una fase di progressiva evoluzione dei sistemi terrestri verso architetture sempre più integrate, in cui piattaforme unmanned, sensori e munizionamento di precisione operano all’interno di reti digitali di comando e controllo (C4ISR), che permettono la raccolta, elaborazione e condivisione in tempo reale delle informazioni.

In questo quadro, sistemi come lo Ziesel vengono valutati come componenti di una forza terrestre distribuita, progettata per ridurre il rischio per il personale e limitare l’esposizione diretta nelle aree di combattimento, mentre l’integrazione con lo SPIKE LR estende le capacità di ingaggio a distanza.

Nel complesso, i test indicano un’evoluzione verso configurazioni operative più modulari e

interconnesse, in cui l’efficacia dipende sempre più dalla capacità dei sistemi di operare in rete, condividendo dati e coordinandosi in tempo reale tramite collegamenti di comunicazione stabili e interoperabili.

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