È stata "una cosa non prevista, ma travolgente" racconta Alessandro Saponaro, 18 anni, di Bergamo. Ricorda, per spiegare se stesso e il suo carattere: "Mi avevano cacciato dal catechismo, tanto le regole e le imposizioni non facevano per me. Vengo da una famiglia che non crede ed è lontana da Comunione e liberazione". Adesso ha voluto fare la Cresima.
Come accade a un ragazzo di 18 anni di incontrare don Giussani?
"Ho avuto il primo incontro con i suoi scritti a novembre 2025. Mi ero appena lasciato con la mia ragazza e mi chiedevo se avessi potuto trovare una cosa altrettanto bella e che mi rendesse altrettanto felice".
E sei riuscito a trovarla?
"Amici mi hanno invitato ad andare a una vacanza e mi hanno detto che quando alzarsi al mattino diventa difficile, loro chiedono a Cristo che ti raggiunga".
Risposta soddisfacente?
"Inizialmente, poiché non ero credente, l'ho trovata distante. Ma una sera mi sono ritrovato felice. Mi sono detto: O sono strani loro o c'è qualcosa di vero in quello che dicono".
E poi cosa è successo?
"Quella sera ho dormito benissimo dopo un mese che non dormivo. Poiché non credevo, non ho capito subito che cosa mi stesse succedendo, ma mi sono accorto che era qualcosa che mi aveva reso felice e che non avevo deciso né controllato io. Da qui è partito il mio incontro con la fede. Mi sono detto: Forse è veramente Cristo. E poi: "Se questa cosa mi rende felice, ci sto dentro".
Dovessi imbatterti in un altro momento difficile?
"Ho avuto momenti di difficoltà, come un litigio tremendo con mia mamma mentre stavo andando a una cena con amici. Chiamo il mio padrino di Cresima e gli dico: dov'è il bello qui dentro? E lui mi ha risposto: Il bello a te non lo toglie nessuno e poi sei fortunato che ti sia successo prima di cena, perché entri con l'esigenza di chiedere: dove sei Cristo adesso? Per me quella cena è stata un segno, ne sono uscito con un sorriso stampato: mi ha cambiato, Cristo è arrivato anche lì dentro".
Ti ha proposto qualcuno di ricevere la Cresima?
"Io e un mio amico ci siamo guardati e ci siamo detti: Ma perché non abbiamo la Cresima?. Poi un prete amico ci ha consigliato di leggere in un libro di don Giussani, "Perché la Chiesa", il capitolo sui sacramenti. Don Giussani definisce il sacramento l'ingresso di Cristo nello sperimentale umano. Allora mi sono detto: è proprio quello che mi è accaduto".
L'incontro con don Giussani è avvenuto proprio per la Cresima.
"È stato determinante in quel momento, ma continua ad essere un incontro interessantissimo perché lui offre un rapporto con Cristo che è estremamente concreto: non teorizza mai, definisce la fede una curiosità desiderosa destata dal presentimento del vero. Mi è capitato ancora una volta di dire: è proprio quello che è successo. Don Giussani mi è stato amico, è stata una grazia incontrarlo, anche se non fisicamente".
Cosa è cambiato?
"Nella quotidianità sono sempre un pirla, ma oggi eravamo a
lezione di filosofia, un mio amico mi ha fatto una domanda, invece di evitare ho voluto ascoltare e dialogare perché mi interesso, cosa che prima mi accadeva con meno esigenza. Ora l'esigenza è non perdersi nelle sciocchezze".