Donna uccisa a botte: fermato il genero

Donna uccisa a botte: fermato il genero

È stato fermato dopo 12 ore di interrogatorio Francesco Palmisano, 31 anni, ritenuto responsabile della morte della suocera. Fabia Claudia Benedetti, 50 anni, è stata infatti trovata agonizzante dal personale del 118 stesa a letto nella sua casa di via Lomazzo 28, dove vivono anche i due figli piccoli della giovane coppia. Era stato lo stesso Palmisano, insieme alla figlia della vittima, anche lei Claudia di 25 anni, a chiamare i soccorsi, ma i medici dopo aver riscontrato vistose ecchimosi, segni di un brutale pestaggio, hanno avvertito i carabinieri. Rilasciata invece la moglie, che sembra vittima di un uomo da tutti descritto come violento e manesco.
L’allarme viene lanciato, come detto, dai coniugi: una telefonata al 118 con la quale la ragazza avverte del malore della madre mentre l’uomo fornisce ulteriori dettagli e chiede che fare. I medici trovano la donna ormai ormai agonizzante. Cercano di rianimarla ma muore poco dopo. Le evidenti ferite ed ecchimosi su tutto il corpo induco i sanitari a chiamare i carabinieri.
Arrivano gli investigatori e il medico legale, gli ematomi non sembrano «compatibili» con il decesso. Solo l’autopsia, disposta per oggi dal pm Maria Stella Cogliandolo, potrà indicare con certezze le cause della morte. Nel frattempo Francesco e Claudia vengono portati al comando provinciale di via Moscova. I carabinieri sono subiti indirizzati verso l’evento doloso vista la personalità dell’uomo. Ha qualche precedente alle spalle ma soprattutto è conosciuto in zona come persona violenta e aggressiva. Sempre pronto a litigare e menare le mani per un nonnulla. Con frequenti interventi delle forze dell’ordine per arginarne la furia.
I militari accertano anche che la situazione famigliare è piuttosto compromessa. Il marito di Fabia, vent’anni più della moglie, infatti aveva messo da parte un discreto gruzzolo, investito in appartamenti. L’uomo era morto qualche anno fa di tumore e gli eredi un po’ alla volta avevano dilapidato il patrimonio. Fino a ridursi a vivere tutti insieme nella stessa abitazione di via Lomazzo 28. In questo quadro si inserisce il difficile matrimonio di Claudia con Francesco, disoccupato, irascibile, violento.
Insomma ce n’è quanto basta per sospettarlo di aver picchiato a morte la suocera. Una circostanza confermata,a fatica e dopo ore di interrogatori, dalla spaventatissima moglie. Ora l’uomo è in stato di fermo.

il capo di imputazione dovrebbe oscillare tra l’omicidio volontario, morte come diretta conseguenza del selvaggio pestaggio, oppure preterintenzionale, il decesso come conseguenze indiretta dell’ultima brutale aggressione.

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