Dove si trova New Delhi? Per le ferrovie indiane in mezzo al Pakistan

Nei giorni scorsi tutti i giornali indiani hanno pubblicato l'annuncio dell'entrata in servizio del nuovo treno superlusso Calcutta-Nuova Delhi. Pubblicità corredata da una cartina che spostava la città di partenza nel mar Arabico e la capitale nello stato confinante, con cui l'India hanno fatto tre guerre in 25 anni

La geografia è una brutta bestia, ma una gaffe del genere non l'avrebbe fatta neppure Filippo di Edimburgo, che nella sua «carriere» ne ha sparate tante. Eppure le Ferrovie indiane hanno conseguito un record che difficilmente potrà essere battuto. In un'inserzione che pubblicizzava l'ultra lussuoso Calcutta-Nuova Delhi, hanno infatti collocato la città di partenza in mezzo al mar Arabico e la loro capitale nientemeno che in Pakistan, stato con cui tra l'altro hanno fatto ben tre guerre in 25 anni.
La pubblicità ufficiale delle Ferrovie indiane è comparsa in questi giorni su tutti i principali quotidiani per annunciare il lancio ufficiale del lussuosissimo «Maharajas'Express» dotato di ogni comfort extra-lusso, fra cui cabine con bagno privato, televisore al plasma, telefonia diretta e controllo digitale della climatizzazione. Capostazione d'eccezione l'altro giorno all'inaugurazione, il ministro delle Ferrovie, Mamata Banerjee, che in serata ha congedato da Kolkata (l'odierna Calcutta) il treno diretto a New Delhi via Gaya, Varanasi, Bandhavgarh, Khajuraho, Agra e Gwalior. Peccato non ci sia una sola delle località toccate dal viaggio nella sua posizione naturale sulla carta geografica. Ma in particolare la collocazione della capitale indiana in Pakistan, ha mandato su tutte le furie più di un ministro. Imbarazzatissimo per l'errore Samir Goswami, capo ufficio stampa delle Ferrovie Orientali, ha dichiarato ai media che «Effettivamente si tratta di un grave errore. Chiediamo scusa. L'agenzia che ha realizzato la grafica dell'annuncio è stata sospesa».
Bisogna infatti ricordare che appena ottenuta la tanta agognata indipendenza nell'agosto del 1947, l'India perse subito la popolosa provincia del Pakistan, 800mila chilometri quadrati, 180 milioni di abitanti. Tra i due Paesi scoppiò quasi subito una guerra per il controllo delle province di confine Jammu e Kashmir. Altri due conflitti scoppiarono poi nel 1965, attorno alle stesse aree contese, e nel 1971, quando l'India scese in campo a fianco del Pakistan Orientale che chiedeva l'indipendenza da Islamabad. Peggior errore dunque non si poteva fare.
Il capo dell'agenzia pubblicitaria, bombardato di telefonate e critiche, ha cercato di spiegare, senza grandi risultati, che la distribuzione sulla mappa delle città «è una creazione d'artista e non ha nessuna ambizione di corrispondere alla realtà. E ovviamente, lungi da noi l'intenzione di creare una situazione controversa». È comunque il secondo clamoroso incidente che suscita polemiche dall'inizio dell'anno. In gennaio il ministero del Benessere delle donne e del bambino ha pubblicato una pubblicità che conteneva per errore la foto dell'ex comandante dell'Aviazione pachistana.
Gaffe che ricordano molto quelle di Filippo, principe consorte Elisabetta II, regina d'Inghilterra. Lo spensierato duca di Edimburgo nell'84 in Kenya, si rivolse a un'africana che gli consegnava un omaggio con un indagatore: «Ma sei una donna, vero?». Nell'86 disse a un gruppo di studenti inglesi in Cina: «Se state qui ancora a lungo, vi verranno gli occhi a mandorla». Nel 2002, in un viaggio in Oceania, chiese prima ad un aborigeno australiano se usasse ancora la lancia poi, a uno studente che aveva attraversato la Nuova Guinea: «E sei riuscito a non farti mangiare?». Memorabile anche una figuraccia risalente al 2002, ma raccontata solo pochi mesi fa, con quindicenne gravemente ferito agli occhi da una bomba dell'Ira. Il principe era con la moglie a Hyde Park quando la madre spinse l'adolescente verso la coppia reale. Elisabetta volle informarsi sulla gravità delle ferite. «Quanto riesce a vedere?». E l'impavido consorte senza attendere la risposta: «Non molto, a giudicare dalla cravatta che indossa».

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