Duello in tribunale tra il ginecologo pro clonazione e il sottosegretario

Galeotta fu la puntata della «Vita in diretta» del 5 febbraio scorso. Nell’occasione, nel salotto tv su Raiuno di Lamberto Sposini, si parlava di procreazione assistita. In studio erano presenti il sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella e Severino Antinori, ginecologo e presidente della «Warm» (Associazione mondiale della medicina riproduttiva).
La Warm ha presentato ieri una querela contro la Roccella, rea, secondo l’associazione, di aver dichiarato durante la trasmissione «che non corrisponde a verità l’esistenza di una sentenza della Corte costituzionale con la quale è stata consentita la diagnosi preimpianto in tema di procreazione assistita». Non solo: «La notizia diffusa da un organo istituzionale così altisonante - è scritto nell’esposto - sta spingendo moltissime coppie a rivolgersi a centri esteri per eseguire le tecniche di procreazione medicalmente assistita limitando le possibilità operative dei centri di eccellenza esistenti in Italia». Centri di eccellenza proprio come quello fondato e gestito a Roma da Antinori, 64 anni, il medico che si era affacciato alla notorietà nel ’94, quando fece partorire una 63enne, e diventò ufficialmente famoso - secondo alcuni tristemente famoso - nel 2004, quando annunciò di aver fatto nascere, in Italia, tre bambini con le tecniche della clonazione.