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Ecclestone: «Peccato che Lewis non sia islamico»

nostro inviato a San Paolo

Nei giorni scorsi Bernie Ecclestone aveva un poco corretto i propri commenti giapponesi su Alonso e Raikkonen: «Non hanno fatto molto per la F1», precisando che si riferiva, soprattutto, al mondo anglosassone. Ieri ha ribadito l’importanza di Hamilton fuoriclasse di colore. «Non è mica un male – ha precisato – anzi è un bene che Lewis sia di colore. Perché più gente in più parti del mondo si avvicina alle corse e meglio è per il Circus». Ecclestone, forse temendo di essere stato troppo esplicito, ha poi cercato metterla sull’ironico, estendendo il concetto: «In fondo è un peccato che Lewis non sia anche ebreo, avremmo un ulteriore aumento dell’audience... anzi, no, piuttosto che ebreo meglio musulmano, visto che sono molti di più». Poi è toccato a Ron Dennis e Jean Todt esternare. Dennis: «Che cosa succederà in gara? Noi dovremo cercare di restare calmi, l’ho detto ai miei piloti... Raikkonen? Mi sembra troppo staccato». E Todt: «Sì, per noi sarà molto difficile, soprattutto con pista asciutta. Non siamo i favoriti, ma in questo business può accadere di tutto...». Quindi la vicenda Alonso. Dennis: «Lewis e Fernando sembrano più distesi? Io mi sono messo un po’ da parte.

Se preferisco un pilota forte come Fernando felice in un team avversario o infelice con noi? Alla McLaren interessa vincere, ma anche il modo in cui vince». E Todt: «Fernando è un grande pilota, ma se noi non fossimo stati contenti dei nostri, non avremmo rinnovato il contratto di Massa».

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