Nuovi poteri per imporre i dazi: questa la contromossa che Donald Trump sta valutando dopo lo schiaffo della Corte Suprema. I giudici hanno dichiarato illegittime le tariffe commerciali imposte dalla Casa Bianca attraverso l’utilizzo dei poteri di emergenza federali. La reazione del tycoon non si è fatta attendere – “è vergognoso” – ma secondo il New York Times potrebbe non essere finita qui.
Citando fonti dell’amministrazione a stelle e strisce, il quotidiano riporta che Trump e la sua squadra si sono preparati per diverso tempo all’eventualità che i dazi fossero ritenuti illegali. Tra le ipotesi in ballo, la possibilità di invocare la Section 301 e la Section 122 del Trade Act del 1974.
Entrando nel dettaglio, la Section 301 – già utilizzata dal presidente americano contro la Cina durante il suo primo mandato, in particolare nel settore della cantieristica navale – consentirebbe di imporre tariffe al termine di un’indagine per accertare se un Paese ha adottato delle pratiche commerciali “ingiustificabili”, “irragionevoli” o “discriminatorie” e in violazione delle intese commerciali siglate in precedenza. Dettaglio da non sottovalutare: come già accaduto in passato, l’indagine potrebbe richiedere diversi mesi. Per quanto concerne la Section 122, invece, si tratta di una misura che consentirebbe l'introduzione di dazi globali fino al 15 per cento ma per un periodo di soli 150 giorni in caso di ampi deficit della bilancia dei pagamenti. I dazi imposti fino ad oggi sono più alti e senza limiti di tempo.
Ricordiamo che la Corte Suprema Usa ha contestato il modo in cui sono stati introdotti i dazi.
Parliamo dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA), legge del 1977 che consente al governo di intraprendere misure straordinarie in situazioni di emergenza. Secondo i giudici non c’era davvero un’emergenza nazionale da giustificare un intervento di questo tipo ma non solo: il potere di introdurre nuove imposte spetta unicamente al Congresso.