Acciaio, Riva ferma tutti gli impianti in Italia

Il provvedimento, si legge in una nota, "si è reso necessario poiché il sequestro preventivo, ordinato dalla Magistratura di Taranto e notificato a Riva Acciaio lo scorso 9 settembre, impedisce la normale prosecuzione operativa della società

In una nota la società "Riva Acciaio" conferma la cessazione da oggi di tutte le attività dell’azienda, esterne al perimetro gestionale dell’Ilva. Si tratta di sette stabilimenti in cui sono impiegate circa 1.400 persone. La decisione viene motivata con il sequestro preventivo penale del Gip di Taranto. Nel capoluogo ionico l’unica società interessata sarebbe "Taranto Energia", che conta 114 dipendenti. L’azienda ha già convocato per domani i sindacati di categoria, prospettando problemi per il pagamento degli stipendi. Gli stabilimenti che saranno chiusi sono quelli di Verona, Caronno Pertusella (Varese), Lesegno (Cuneo), Malegno, Sellero, Cerveno (Brescia) e Annone Brianza (Lecco) e di servizi e trasporti (Riva Energia e Muzzana Trasporti).  La decisione, comunicata al custode dei beni cautelari, Mario Tagarelli, e illustrata alle rappresentanze sindacali dei diversi stabilimenti coinvolti, "si è resa purtroppo necessaria - continua la nota - poiché il provvedimento di sequestro preventivo penale del Gip di Taranto, datato 22 maggio e 17 luglio 2013 e comunicato il 9 settembre, in base al quale vengono sottratti a Riva Acciaio i cespiti aziendali, tra cui gli stabilimenti produttivi, e vengono sequestrati i saldi attivi di conto corrente e si attua di conseguenza il blocco delle attività bancarie, impedendo il normale ciclo di pagamenti aziendali, fa sì che non esistano più le condizioni operative ed economiche per la prosecuzione della normale attività".

Riva Acciaio fa sapere inoltre che impugnerà "nelle sedi competenti il provvedimento di sequestro, già attuato nei confronti della controllante Riva Forni Elettrici e inopinatamente esteso al patrimonio dell`azienda, in lesione della sua autonomia giuridica, ma nel frattempo deve procedere alla sospensione delle attività e alla messa in sicurezza degli impianti cui seguirà, nei tempi e nei modi previsti dalla legge, la sospensione delle prestazioni lavorative del personale (circa 1.400 unità), a esclusione degli addetti alla messa in sicurezza, conservazione e guardiania degli stabilimenti e dei beni aziendali".

La confisca dei beni

È di 916 milioni di euro il valore di immobili, disponibilità finanziarie e quote societarie confiscate ieri dai militari della Guardia di Finanza di Taranto a 13 società riconducibili al Gruppo Riva. Le attività di sequestro sono state eseguite principalmente nella sede di Milano e Taranto ed hanno interessato anche le città di Roma, Genova, Cagliari, Modena, Parma, Reggio Emilia, Sondrio, Varese, Potenza, Bolzano, Savona, Bergamo, Brescia, Verona, Napoli, Salerno, Bari, Vercelli, Coma, Massa Carrara, Lecco, Cuneo. L’operazione rientra in un dispositivo del Gip del Tribunale di Taranto che ha "esteso" il decreto di sequestro preventivo già emesso nello scorso mese di maggio, fino alla concorrenza della somma di 8,1 miliardi di euro, nei confronti delle società "Riva - F.I.R.E.", "Riva forni elettrici" e "Ilva", tutte con sede a Milano. Tale "estensione" , in pratica, ha riguardato le società "controllate, collegate o comunque sottoposte all’influenza dominante" dalle predette "ex articolo 2359 c.c.". L’importo di 8,1 miliardi di euro era stato commisurato al vantaggio economico goduto dal citato gruppo industriale, derivante dalla mancata messa in opera delle strutture necessarie all’ambientalizzazione della nota azienda siderurgica tarantina.

Federacciai: è accanimento giudiziario

"Il drammatico provvedimento preso e comunicato oggi da Riva Acciaio - commenta il presidente di Federacciai, Antonio Gozzi - rappresenta l’esito annunciato di un accanimento giudiziario senza precedenti, da me ripetutamente denunciato già in tempi non sospetti. È la conseguenza - aggiunge a margine del funerale di Steno Marcegaglia - di un braccio di ferro tra magistratura e Governo, con la magistratura che ha prevalso vanificando, di fatto, ben due leggi dello Stato, la legge 231 e quella successiva sul commissariamento". Gozzi sottolinea che "di fronte a questo dobbiamo con ancor più urgenza e forza chiederci quali strumenti possiamo mettere in campo per garantire nel nostro Paese una reale libertà di impresa. Strumenti a cui Riva Acciaio non ha potuto fare ricorso".

Cassa integrazione ai lavoratori

Al termine di un vertice svoltosi al Ministero dello Sviluppo economico, a cui hanno preso parte le segreterie nazionali dei sindacati metalmeccanici insieme al ministro Claudio Zanonato e il sottosegretario del dicastero Claudio De Vincenti, il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, ha detto che "il governo stasera ha garantito a partire da domani mattina la copertura degli ammortizzatori sociali utili ai 1.400 addetti dei 7 siti e delle 2 società di trasporti e servizi facenti capo a Riva Acciaio presenti sul territorio nazionale".