Alt del governo a Merlyn: "Scelta già fatta"

Palazzo Chigi: nell'offerta Kkr ruolo strategico del Tesoro, ogni altro progetto estraneo

Alt del governo a Merlyn: "Scelta già fatta"
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Il fondo Merlyn sperava di sparigliare le carte, invece non ha avuto altro risultato che accelerare il progetto Kkr: la strada per il riassetto della rete, ha fatto intendere chiaramente Palazzo Chigi, è tracciata e non cambierà dinanzi a una «sedicente nuova proposta». Un inequivocabile endorsment per l'offerta avanzata da Kkr che, fanno notare ambienti vicini all'esecutivo, contempla un piano già reso manifesto a Tim e al mercato con trasparenza e con modalità corrette. Qualsiasi altra iniziativa «è estranea alle intenzioni del governo». Una chiusura che suona come una lavata di capo per il numero uno di Merlyn Alessandro Barnaba e per il cofirmatario del «contropiano» nonchè ex manager di Tim, Stefano Ragusa. Ma anche un avvertimento per Vivendi, che punta i piedi sul riassetto con il suo 23,75%. Anche perché sul destino ultimo della rete, un asset strategico su cui è esercitabile il golden power, c'è già il sigillo pubblico. Visto che alla proposta del fondo Kkr partecipa il Tesoro con un «ruolo strategico di controllo» ed è previsto «chiaramente che la rete finisca sotto il controllo pubblico come risultato finale espressamente garantito dalla proposta».

Una prova di muscoli a cui segue a ruota Tim, che in una nota ribadisce come il progetto NetCo già sotto esame sia «in linea con il piano approvato all'unanimità dal cda» e presentato dall'ad Pietro Labriola al capital market day nel luglio dello scorso anno. Su richiesta Consob, il gruppo tlc aggiunge di aver ricevuto l'offerta di Merlyn e che la sottoporrà al board del 3-5 novembre convocato per Kkr.

Insomma, come denunciato ieri da il Giornale, quella di Merlyn assume i tratti di un'azione di disturbo, su cui la stessa Commissione di Borsa avrebbe puntato i suoi fari. Anche perché, il fondo Merlyn, che oggi dice di avere il 3%, avrebbe fatto capolino nell'azionariato di Tim già sei mesi fa con circa 200mila azioni per un investimento prossimo a 61mila euro.

«I fondi attivisti investono in

aziende la cui governance non è ritenuta in grado di raggiungere il loro pieno potenziale, al fine di aiutarle a massimizzare il valore delle loro azioni e degli asset sottostanti», ribattono non paghe fonti vicine a Merlyn.

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