Aspi riparte dai droni: la sicurezza della rete passerà dal digitale

Piano da 60 milioni con Fincantieri e Ibm per monitorare le oltre 4.500 opere viarie

Aspi riparte dai droni: la sicurezza della rete passerà dal digitale

«Penso fosse doveroso che Aspi dedicasse la prima grande innovazione prodotta all'attività su cui è venuta meno la fiducia del Paese e dove era necessario svoltare e guardare avanti. E non poteva che essere così». Roberto Tomasi, dal 2019 ad di Autostrade per l'Italia, dà il via al progetto Argo, una nuova fase nel campo della sicurezza della rete e del monitoraggio delle infrastrutture, un segnale concreto della rivisitazione strategica nella gestione delle infrastrutture dopo la tragedia del ponte di Genova.

È dunque operativo il nuovo sistema digitale Argo, basato su Ibm Maximo e sviluppato da Autostrade Tech, società tecnologica del gruppo Autostrade per l'Italia, insieme a Ibm e Fincantieri NexTech. L'iniziativa, che comporta un investimento di 60 milioni, si traduce in una piattaforma di monitoraggio che utilizzerà l'intelligenza artificiale di Ibm, si avvarrà di droni, di IoT (Internet of Things) e modellazione digitale 3D di Fincantieri NexTech. Il fine è quello di innovare radicalmente le attività di sorveglianza e monitoraggio di oltre 4.500 opere presenti sulla rete di Aspi, aumentando efficienza e trasparenza di tali processi.

La piattaforma Argo entra subito in funzione sulle 430 opere delle due Direzioni di Tronco autostradali di Cassino e Bari e sarà ampliata nei prossimi 30 giorni nella totalità dei 1.943 ponti e 2mila cavalcavia della rete di Autostrade per l'Italia. Per poi essere estesa, nel 2021, «ai processi di manutenzione dei ponti e cavalcavia, e a tutte le 587 gallerie», ha aggiunto Tomasi, che ha illustrato il sistema Argo con Giuseppe Bono ed Enrico Cereda, rispettivamente ad di Fincantieri e Ibm Italia. In totale, saranno 4.500 le opere monitorate, tenendo presente la complessità unica del Paese tra catene montuose e coste. La piattaforma, con tutte le sue innovazioni, sarà messa disposizione anche di altri mercati. Per Tomasi, Argo «è solo la punta dell'iceberg di una scelta strategica che porta quella che era un tempo una concessionaria autostradale a diventare un operatore di mobilità integrata». Da qui l'obiettivo di trasformare i 3mila chilometri di rete in vere smart roads dove i veicoli dialogheranno con i sistemi di Autostrade, i servizi per i viaggiatori saranno tutti digitalizzati e i mezzi in movimento - tra carichi pesanti e merci pericolose - monitorati e gestiti in tempo reale. Stazioni di ricarica per le auto elettriche si troveranno poi nelle aree di sosta con rifornimento in 20 minuti ed energia prodotta soprattutto da fonti rinnovabili. Il tutto con una regia basata, già ora, su sistemi digitali e intelligenza artificiale.

Aspi investirà 14,7 miliardi, oltre a 7 in manutenzioni, nei prossimi 18 anni, come prevede il Piano economico-finanziario inviato al governo, «un impegno dell'azienda - le parole di Tomasi - e in particolare, nei prossimi 10 anni, di assoluta sfida». E una volta sbloccati, 7,4 miliardi potrebbero essere impiegati in opere molto attese dal territorio, come la Gronda di Genova o il Passante di Bologna.

Uno sforzo, quello di Aspi, che prevede anche 2.400 nuovi occupati al 2024.

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