Auto, ecco gli incentivi: piano di quasi 2 miliardi. Flotte aziendali escluse

Il governo stanzia 650 milioni per tre anni. Elettriche e ibride con spina le più premiate. Il viceministro Pichetto: "Ossigeno al settore"

Auto, ecco gli incentivi: piano di quasi 2 miliardi. Flotte aziendali escluse

Il nuovo piano di incentivi per rilanciare le vendite di auto in chiave ecologica è realtà. Dopo tanti annunci andati a vuoto, con ripercussioni negative su un mercato già in forte sofferenza (-29,7% in marzo, -24,4% nel trimestre), il dossier passa ora all'esame della Corte dei conti prima di essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale. A questo punto, gli ecobonus saranno utilizzabili, anche se il primo vero impatto pieno si avrà solo a maggio.

A disposizione ci sono 650 milioni per il 2022, altrettanti per il 2023 e il 2024. Lo stanziamento triennale, che include anche i veicoli endotermici (61-135 grammi/km di CO2 emessa), premia gradualmente in misura maggiore le auto elettriche e ibride ricaribabili nelle fasce 0-20 e 21-60 grammi/km di CO2. Nel primo caso, 220 milioni quest'anno, 230 il prossimo e 245 nel successivo. Nel secondo: 225 milioni, 235 e 245. Per le auto endotermiche da 170 milioni si scende a 150 e a 120 nel 2024. Incentivi anche per l'acquisto di cicli e motocicli elettrici (45 milioni: 15-15-15) e non elettrici (20 milioni: 10-5-5). Il piano premia anche l'acquisto di furgoni leggeri a zero emissioni con 45 milioni (10-15-20). Il 5% dei contributi destinati ad auto elettriche e ibride fino a 60 grammi/km di CO2 emessa riguarda le persone giuridiche se i mezzi acquistati sono impiegati in car sharing per finalità commerciali. Per i furgoni elettrici il sostegno è concesso a Pmi, persone giuridiche e attività di trasporto merci.

«È uno stanziamento significativo che darà ossigeno al settore, ma che tuttavia richiede una valutazione, strada facendo, sulla base di quelle che saranno le future effettive richieste del mercato», il punto di Gilberto Pichetto, viceministro allo Sviluppo economico.

Auto elettriche: non devono superare il prezzo di 35mila euro, Iva esclusa. Con la rottamazione di un mezzo con omologazione sotto Euro 5 il premio è di 5mila euro, senza di 3mila. Le ibride (21-60 g/km di CO2): anche in questo caso il listino, Iva esclusa, deve essere compreso entro 45mila euro. Lo scambio con un veicolo sotto Euro 5 prevede l'incentivo di 4mila euro che scendono a 2mila in caso contrario. Tetto di listino anche per le auto endotermiche nuove: 30mila euro, sempre Iva esclusa; 2mila euro di incentivo, ma solo se si rottama la vecchia auto «under Euro 5». Le due ruote a zero emissioni: sul 40% del prezzo, bonus massimo di 4mila euro se si demolisce il motociclo sotto Euro 4; senza rottamazione si scende a 3mila euro massimi sul 30% del prezzo. Per quelle endotermiche (tetto a 4mila euro) solo con la rottamazione di un mezzo sotto Euro 4, l'acquisto è incentivato con un massimo di 2.500 euro sul 40% del prezzo di acquisto. Infine, i furgoni «green»: il bonus è erogato solo se si manda a demolire il vecchio commerciale «under Euro 4». Quattro i premi previsti: 4mila, 6mila, 12mila e 14mila euro a seconda delle tonnellate.

Non rientrano negli aiuti le auto aziendali. Disappunto di Aniasa, Anfia, Unrae e Federauto. Ci sono problemi di copertura e l'auspicio resta quello che si metta mano sulla leva fiscale, aumentando la detraibilità Iva, in Italia ancora al 40%, rispetto al 100% applicato nell'Ue. La richiesta congiunta è la seguente: 100% di detraibilità per la fascia 0-20 grammi/km di CO2; 80% (21-60); 50% (61-135) e 40% (oltre 135 grammi/km).

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