De Meo dà l'addio a Seat. Lo aspetta un futuro alla guida della Renault

L'ex Audi e Fiat è in pole per la carica di ad Nissan, ora rischia l'arresto la signora Ghosn

Luca De Meo si dimette dalla presidenza di Seat con effetto immediato, resta «fino a nuovo avviso nel gruppo Volkswagen» e al suo posto è stato nominato, in attesa di sviluppi, il responsabile della finanza del marchio, Carsten Isensee. Per De Meo, a questo punto, sembra aprirsi concretamente la prospettiva di prendere in mano le redini di Renault. L'ex manager di Seat, Audi, Fiat, Toyota e della stessa Casa francese, figura in cima alla lista dei candidati al ruolo di amministratore delegato dopo il licenziamento, a metà ottobre 2019, di Thierry Bolloré e l'interim assunto da Clotilde Delbos.

Milanese, 52 anni, una laurea alla Bocconi, cinque lingue parlate, commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana, nel 2015 i vertici del gruppo Volkswagen lo avevano spedito a Barcellona con la missione di rilanciare e creare una nuova identità a Seat, come poi è avvenuto, portando il marchio in attivo al suo primo bilancio.

In Fiat dal 2004 fino al 2009, quando ha risposto alla chiamata del gruppo Volkswagen, De Meo è stato uno dei pupilli dello scomparso Sergio Marchionne. Tra i suoi momenti più importanti a Torino, ama sempre ricordare il lancio della Fiat 500 la sera del 4 luglio del 2007.

Se andrà a guidare la Renault, sotto la presidenza di Jean-Dominique Senard e il controllo dell'Eliseo, azionista principale del gruppo, De Meo si troverà di fronte sfide non di poco conto: la coda delle polemiche dopo la fuga dal Giappone in Libano dell'ex numero uno Carlos Ghosn, i delicati equilibri con il socio Nissan e, in proposito, il futuro dell'Alleanza franco-giapponese che include anche Mitsubishi. Inoltre, De Meo avrà a che fare con gli ex colleghi di Fiat (ora Fiat Chrysler Automobiles) che, dopo aver fallito le nozze proprio con Renault, stanno per sposare i rivali parigini di Groupe Psa.

La decisione dei vertici di Renault di inserirlo in cima alla lista dei possibili nuovi amministratori delegati, in un momento così complesso, è da ricercare nella lunga esperienza maturata da De Meo nell'industria dell'auto, iniziata proprio nella stessa Casa transalpina, anche a contatto con la realtà giapponese, avendo lavorato per Toyota Europa. E poi ci sono i risultati lusinghieri conseguiti al volante di Seat.

A Parigi come a Tokio, intanto, c'è attesa per la conferenza stampa convocata per oggi a Beirut da Carlos Ghosn. Di sicuro, l'ex top manager ribadirà che i dirigenti di Nissan, con l'aiuto del governo giapponese, hanno cospirato per organizzare la sua caduta allo scopo di impedire alla Casa di Yokohama di fondersi con Renault. Guai anche per la moglie di Ghosn, Carole, la quale ora rischia l'arresto.

La Procura di Tokio ha infatti ottenuto un mandato a carico della donna accusata di sospetto spergiuro. Una mossa che aumenta i problemi legali a carico della coppia.

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