Che cosa può accadere se salta il reddito di cittadinanza

Il centro italiano di studi politici, economici e sociali proprone vari modelli di riforma del fisco, con riduzione delle aliquote a tre ed un maxi scaglione centrale

Che cosa può accadere se salta il reddito di cittadinanza: 2500 euro in meno di tasse

Garantire delle entrate nelle casse dello Stato ma allo stesso tempo non gravare troppo i cittadini con pesanti imposte? Secondo l'idea proprosta da Eurispes, ente privato italiano che si occupa di studi politici, economici e sociali, una soluzione del genere sarebbe anche possibile, ma solo se il governo si decidesse ad indirizzare meglio le proprie risorse, escludendo alcune pesanti voci di spesa, fra cui ad esempio il reddito di cittadinanza tanto caro ai grillini, che in due anni ci è costato ben 13 miliardi di euro. Una cifra che potrebbe invece essere utilizzata per la rimodulazione delle aliquote pensata dagli studiosi del centro di ricerca.

Nessuna patrimoniale per tartassare i contribuenti più ricchi, né flat tax sulla quale puntano Lega e Forza Italia. Per trovare il denaro necessario a far ripartire l'economia del Paese, si potrebbe infatti realizzare una riforma del fisco poco onerosa per lo Stato e soprattutto per i cittadini.

La proposta di Eurispes

Nel suo rapporto, Eurispes ipotizza una riforma fiscale con riduzione delle aliquote a tre ed un maxi scaglione centrale, che consentirebbe una perdita di gettito "non drammatica" per lo Stato e meno pesante per i contribuenti. Ciò, ad esempio, porterebbe sui redditi di 40mila euro un risparmio di circa 1.320 euro l'anno.

Gli esperti del centro di ricerca pensano ad un'aliquota unica tra i 15mila e i 75mila euro al 27%, mentre oltre i 75mila euro si continuerebbe a pagare il 43% e sotto i 15mila il 23%. Si avrebbe quindi un sistema con solo tre aliquote, ma con un maxiscaglione nella parte centrale"secondo le simulazioni effettuate per testare il costo di questa ipotesi, la perdita di gettito per le casse dello Stato non sarebbe drammatica", si legge nel rapporto di Eurispes riportato da AdnKronos.

Il costo di una riforma del genere ammonterebbe per il primo anno a 9 miliardi, per poi aumentare a regime a 12 miliardi. Gli effetti, secondo le simulazioni, sarebbero tuttavia considerevoli: ogni mille euro di reddito oltre i 28mila euro, sarebbero risparmiati circa 110 euro. Se si superano i 55mila euro, per ogni mille euro aggiuntivi, il risparmio salirebbe a 140 euro. Insomma, con un reddito, ad esempio, di 50mila euro si risparmierebbero 2.430 euro l’anno di tasse.

Altra ipotesi sarebbe quella di unire in un'unica area al 36% le due aliquote centrali del 38% (tra i 28mila e i 55mila euro) e del 41% (tra i 55mila e i 75mila euro lordi). In questo modo sarebbero inclusi 8,2 milioni di contribuenti, con un costo di circa 5 miliardi. Gli studiosi ipotizzano di accorpare anche le prime due aliquote, (23% per i redditi fino a 15.000 euro e 27% per i redditi fino a 28.000 euro): si avrebbe così una sola aliquota, fissata magari al 20%, applicabile a tutti quei contribuenti con redditi fino a 28mila euro.

Tutte idee molto interessanti, che potrebbero essere ancora messe in campo dal governo. Basterebbe solo recuperare alcune risorse. Una di queste sarebbe proprio il reddito di cittadinanza grillino, che sino ad oggi ci è costato già 13 miliardi. Denaro che potrebbe essere speso in modo diverso e presumibilmente più fruttuoso.

Commenti