Exor calza il 24% di Christian Louboutin

Elkann investe 541 milioni nella maison famosa per le "scarpe dalle suole rosse"

Exor calza il 24% di Christian Louboutin

Nuovo colpo di Exor, la holding di casa Elkann-Agnelli, nel lusso: con un investimento di 541 milioni, è stato rilevato il 24% di Christian Louboutin, Maison che porta il nome dello stilista francese noto nel mondo per le sue tipiche scarpe da donna con la suola rossa, il quale ha poi diversificato la propria attività anche in calzature per uomo, pelletteria e accessori di bellezza. Solo a dicembre, Exor aveva annunciato l'investimento di 80 milioni in Shang Xia, azienda cinese di moda e design fondata nel 2010 e cresciuta grazie all'apporto del gruppo Hermès. In questo caso, la honding con la vertice John Elkann è azionista di maggioranza, con Hermès e il fondatore Jiang Qiong Er presenti nel capitale.

Continua così la strategia di Exor di investire in singole aziende. Il doppio colpo sul lusso non significa, però, che Exor punti a creare un polo in quel settore. Grazie al nuovo azionista, Christian Louboutin, già forte negli Usa, avrà ora modo di crescere soprattutto in Cina. E sempre la holding torinese consentirà alla Maison che porta il nome dello shoes designer di strutturare nel modo migliore la propria corporate governance. In proposito, toccherà a Exor nominare 2 dei 7 componenti del Cda. Fondata nel 1991, Christian Louboutin vanta una presenza molto ampia, con circa 150 negozi di proprietà in 30 Paesi, una rete mondiale di selezionati rivenditori al dettaglio e attività nell'e-commerce.

«La straordinaria creatività di Christian - afferma il presidente e ad di Exor, Elkann - la sua energia e la sua visione sono esattamente le qualità che ci vogliono per costruire una grande società». Il commento di Louboutin: «Exor è una società che pone grande attenzione sul lungo termine e possiede una forte cultura imprenditoriale, a cui il mio partner Bruno e io teniamo molto. Exor è emerso chiaramente come il nostro partner ideale, con cui continuare l'avventura di Louboutin». Il perfezionamento della transazione è previsto entro giugno.

E a proposito di lusso, resta ancora in sospeso, dopo le dimissioni di Louis Carey Camilleri, la nomina del nuovo ad di Ferrari. L'impressione, comunque, è che il presidente Elkann, che ha assunto l'interim, non abbia fretta.

Ieri, infine, la prima delle due assemblee di Stellantis ha dato l'ok alla distribuzione di azioni della società di componentistica Faurecia (Psa, prima delle nozze con Fca, ne deteneva il 46%). Ai soci del gruppo verranno distribuite «un massimo di 54.297.006 azioni ordinarie e 308 milioni, i proventi ricevuti da Psa per la vendita di azioni ordinarie di Faurecia a ottobre». La distribuzione dei proventi derivanti dalla cessione della quota di Faurecia, oltre che la distribuzione del dividendo straordinario da 2,9 miliardi, rappresentano due tappe essenziali del processo di fusione che ha dato vita a Stellantis. «Fca e Psa - così l'ad Carlos Tavares - stanno rispettando tutti i punti del loro accordo per la fusione». Ieri, in Borsa: +5,10% Exor e +5,86% Stellantis.

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