Exor, rosso di 30 milioni. La galassia soffre il virus

Monte cedole a 100 milioni, proposto dividendo di 0,43 euro. A giorni la lettera agli azionisti

Exor, rosso di 30 milioni. La galassia soffre il virus

Exor ha chiuso il 2020 con un Nav (net asset value) salito a 29,5 miliardi di dollari (+13% sul 2019), mentre il risultato netto è negativo per 30 milioni. A pesare, spiega un comunicato, il risultato più basso delle partecipate a seguito della pandemia da Covid-19. Un dato di rilievo del 2020 riguarda comunque il capitolo investimenti: 461 milioni. Il gruppo proporrà ai soci una cedola a 0,43 euro, in linea con l'anno precedente, pari a un monte dividendi a 100 milioni.

E per il 2021, alla holding con presidente John Elkann, è già certo che arriveranno 1,093 miliardi dalle partecipate Stellantis, Cnh Industrial e Ferrari: 39 milioni come dividendi da Maranello, 40 milioni da Cnh Industrial, 144 milioni da Stellantis, 827 milioni come cedola straordinaria da Stellantis per la fusione Fca-Psa, 43 milioni sempre da Stellantis come distribuzione di quanto ricavato da Psa per la cessione di una quota in Faurecia nel 2020 e poi destinato ai soci di Stellantis. Inoltre, Exor ha ricevuto 7.653.004 azioni Faurecia, diventando azionista diretto della società di francese che era controllata da Psa.

Nei prossimi giorni, intanto, è attesa la lettera agli azionisti, il tradizionale punto del presidente sulla holding di casa Agnelli dopo un anno caratterizzato, effetti della pandemia a parte, dalla definizione dei dettagli che hanno portato alla nascita, lo scorso 16 gennaio, di Stellantis, ma anche dal cambio di proprietà relativo al gruppo editoriale Gedi, passato sotto il controllo di Exor. Altre operazioni di spicco: l'investimento di 200 milioni di dollari per rilevare l'8,87% di Via Transportation, piattaforma di trasporto condiviso presente in oltre 70 città di 20 Paesi; la scommessa, insieme a Hermès, nel lusso di alta gamma (80 milioni investiti) per accompagnare lo sviluppo della griffe cinese Shang Xia.

Nessuna novità, intanto, sul successore di Louis Carey Camilleri. La carica di Ceo in Ferrari continua a essere mantenuta ad interim dal presidente Elkann. Non sembra, inoltre, che il nome del nuovo capo operativo possa essere svelato anche in concomitanza con l'assemblea del 15 aprile. Del resto, presenza costante di Elkann a Maranello a parte, l'attuale team di manager funziona egregiamente. La ricerca del nuovo Ceo, comunque, non è semplice: il profilo ideale, infatti, dovrebbe unire diverse competenze: oltre a occuparsi di lusso (Ferrari è inserita in questo ambito), ad attenderlo sono anche complessità finanziarie e soprattutto industriali in un momento che vede il mondo della mobilità cambiare rapidamente.

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