Fca-Psa, nozze urgenti dopo il Covid

Manley: "Nessun ritardo per l'Antitrust, accordo atteso per marzo"

I gruppi Fca e Psa viaggiano allineati e con motivazioni parallele verso la fusione che, nel 2021, darà vita al quarto costruttore mondiale di auto. Anche John Elkann, presidente di Fca (nella foto), e l'ad Mike Manley, all'assemblea degli azionisti svoltasi 24 ore dopo quella di Psa, si sono pronunciati per la celebrazione delle nozze entro marzo del prossimo anno. Del resto, la crisi innescata dal Covid-19 rende sempre più necessario e urgente condividere costi (tra elettrificazione e guida autonoma) e strategie.

E come aveva fatto Carlos Tavares, parlando online ai soci del gruppo francese, anche Elkann ha sottolineato l'importanza per la sua famiglia di unirsi con i Peugeot, dinastia «che vanta più di un secolo d'impegno e successi straordinari in questo settore». «Fca e Psa - ha aggiunto il nipote di Gianni Agnelli - hanno le carte in regola per far nascere un leader di successo. Inoltre, l'eccellente rapporto instaurato, pure a livello personale, con Louis Gallois, presidente del consiglio di sorveglianza di Psa, l'ad Tavares e i loro team, è una prova evidente della nostra visione condivisa e della determinazione a raggiungere lo scopo».

Anche secondo Fca, il mondo dell'auto è alla vigilia della creazione di un nuovo modello di business, «le cui dimensioni - secondo Elkann - genereranno enormi efficienze in virtù dell'unione di quelle competenze necessarie per lo sviluppo di tecnologie all'avanguardia».

Obiettivo comune è quello di offrire ai clienti i migliori prodotti a prezzi accessibili e di diventare un punto di riferimento per innovazione, qualità e scelta. Come sottolineato il giorno prima da Tavares, anche per Fca l'inchiesta di quattro mesi avviata dall'Antitrust sulla possibile posizione dominante post fusione nei veicoli commerciali, non desterebbe preoccupazioni. In proposito, l'ad Manley ha ribadito che «i preparativi per la fusione procedono bene e nei tempi previsti». Quindi, secondo i diretti interessati, nessuno slittamento, come era stato invece ipotizzato, alla fine del primo semestre 2021.

Manley ha voluto rassicurare gli azionisti di Fca, ricordando come il gruppo sia entrato nella crisi da Covid-19 con un bilancio forte e, soprattutto, una liquidità rafforzata: la linea di credito da 3,5 miliardi, sindacata ad aprile, e quella nuova, da 6,3 miliardi, dedicata alle attività in Italia. Ripartite la maggior parte delle fabbriche e delle concessionarie, l'ad si è poi soffermato sulla strategia del gruppo: «L'elettrificazione della gamma rappresenta il cuore dei nostri piani». Il prossimo appuntamento riguarda la semestrale di Fca, il 31 luglio, mentre il 4 dello stesso mese sarà ufficialmente lanciata la Nuova 500 Elettrica, «made in Mirafiori».

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