A un anno dalla quotazione il titolo Fincantieri stenta a Piazza Affari, ma il primo semestre del 2015 si chiude con un record storico di ordini e backlog (carico di lavori). Al 30 giugno, recita la semestrale approvata ieri, gli ordini acquisiti hanno raggiunto 4,17 miliardi (da 3,4 miliardi), il portafoglio ordini sfiora i 16 miliardi (da 14 miliardi) e il backlog i 12 miliardi (da 9,5 miliardi). «Numeri importanti - commenta un analista - perché anche se 2015 e 2016 sono da considerare ancora anni di transizione, fanno ben sperare per lo sviluppo futuro dando visibilità sul fronte ricavi». A trainare il gruppo guidato da Giuseppe Bono sono i segmenti navale e militare, mentre il settore off-shore risente del calo del business petrolifero. Così, guardando alle altre voci di bilancio, i ricavi spiccano a 2,2 miliardi (da 1,9 miliardi), mentre i margini segnano una flessione a 128 milioni (ebitda) e 74 milioni (ebit). L'utile netto di pertinenza è in calo a 12 milioni (da 24 milioni), mentre il risultato netto è negativo per 19 milioni (dai 33 milioni di utile netto).
Quanto al titolo, ieri ha chiuso a 0,71 euro (-2,04%) sotto il prezzo di collocamento di un anno fa a 0,78 euro. Nonostante la view positiva degli analisti, l'azione stenta (dopo aver toccato un massimo a 0,84 euro il 21 aprile): a pesare è l'assenza di dividendi e un business che va sostenuto con la cassa.Fincantieri fa il pieno di ricavi Ma il titolo resta debole in Borsa
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